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Salvia e alzheimer

Salvia e alzheimer

La salvia (il cui nome botanico deriva dal latino “salvere” cioè “essere salvati”), fu già usata anche in antiche pratiche mediche (quelle greca, romana, cinese e indiana per esempio), citata anche nella bibbia (era considerata una erba sacra dal libro dell’Esodo e ispirò il candelabro ebraico a sette bracci), e protagonista di molte leggende (tra le quali che la salvia nascose Gesù, Maria e Giuseppe quando si nascosero nella fuga da Erode o quella di una antica leggenda francese che racconta la nascita di un aceto, “l’aceto dei quattro ladri” costituito da salvia, rosmarino, timo e lavanda, piante con proprietà antisettiche e antibatteriche, che gli inventori, che erano ladri, si cospargevano addosso quando raziavano le case degli appestati senza ammalarsi, aceto molto usato in passato contro le epidemie e le infezioni.

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La salvia ha una  azione antinfiammatoria, digestiva ed espettorante, ma sembra avere avuto molte presunte capacità curative: migliorare la memoria e le funzioni cerebrali, interviene sulle disfunzioni cardiache, sulla infertilità e aumenta la longevità, velocizzare i sensi e ridurre il rischio di demenze senili.
Ci sono diverse tipologie di Salvia, ognuna con delle caratteristiche chimiche leggermente differenti.
La più studiata e nota in erboristeria è la Salvia Officinalis, un antinfiammatorio naturale che sembra aiutare la memoria, ridurre confusione e depressione e alleviare le vertigini, e spesso indicata per lenire i sintomi della menopausa.
La Salvia Lavandulaefolia ha le stesse proprietà della  S. Officinalis ma sembra migliore perchè presenta livelli più bassi di tujone (elemento fondamentale dell’Assenzio che in quantità abbondanti si rivela tossico).
Per maggiori informazioni potete visitare il sito di nuove soluzioni dal quale riporto integralmente:
L’olio essenziale estratto dalle foglie fresche e secche di entrambe le tipologie di Salvia permette di contrastare l’acetilcolinesterasi nel cervello umano. In particolare, nello striato e nell’ ippocampo a seguito dell’ingestione di olio essenziale di salvia si è assistito a una riduzione dell’attività acetilcolinesterasica. Riduzione che non si è invece riscontrata nella corteccia, seguendo la sintesi di alcuni studi pubblicati in materia“.
La salvia sembra essere in grado di migliorare la memoria episodica, di migliorare le capacità di integrare nuove informazioni e la velocità di recupero delle informazioni, di migliorare l’umore e incrementare la contentezza e il senso di calma.
La salvia, inoltre, ha proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti e interagisce con i recettori degli estrogeni (aiuta così ad aumentare l’afflusso di sangue al cervello e a ridurre le infiammazioni del tessuto cerebrale e usare i  fattori neurotrofici).
Naturalmente non si parla di curare la demenza, ma forse potrebbe avere qualche utilità il suo uso.


 
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