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Questo Fossile è la chiave dell' evoluzione dei Giraffidi

CURIOSITA'
Questo Fossile è la chiave dell' evoluzione dei Giraffidi




Le giraffe sono gli animali più alti del pianeta e possiedono lingue lunghe oltre mezzo metro, che usano per mangiare centinaia di chilogrammi di foglie e germogli da alberi di acacia e mimosa. Se si volesse tracciare la storia evolutiva della loro famiglia, i Giraffidi, sarebbe necessario spostarsi sino al Miocene, periodo compreso tra i 23 e i 5 milioni di anni fa.
Il cranio appena trovato di un antico parente di giraffe e okapi lancia nuova luce sulla loro evoluzione.

Primo tra i motivi, il fatto che gli scienziati ipotizzano esistessero oltre 30 specie di giraffidi nel passato, mentre ai nostri giorni ne rimangono solamente due, la giraffa e il suo cugino che abita le foreste, l’okapi
Bisogna precisare che i resti fossili di giraffidi rinvenuti fino ad oggi non avevano sufficiente materiale cranico per poter definire correttamente quale fosse la loro morfologia.
Un team di paleontologi del Museo Nacional de Ciencias Naturales di Madrid, guidato da María Ríos, ha recentemente scoperto i resti ben conservati, cranio incluso, di un esemplare soprannominato
Decennatherium rex
. Il Decennatherium rex, ritrovato nel sito archeologico di Cerro de los Batallones, appena fuori Madrid, aggiunge una tessera chiave al puzzle dell’evoluzione dei giraffidi, e suggerisce che anche se giraffe e okapi sono i parenti più prossimi, vi sono ancora molteplici rami dell’albero genealogico da identificare. “
Stiamo conservando resti di due gruppi molto distinti di giraffe, morfologicamente molto diversi
“, ha dichiarato Ari Grossman, dell’Università Midwestern di Glendale in Arizona, ai giornalisti del New York Times. Ríos e il suo team hanno annunciato la scoperta sulla rivista PLOS ONE.
I resti di altri tre esemplari erano stati precedentemente scoperti in Spagna, ma nessuno di questi era dotato del cranio, rendendo così molto difficile la loro catalogazione. Il maschio D. rex era alto circa tre metri per due tonnellate di peso, posizionandosi così in termini di dimensioni tra i suoi due lontanissimi cugini giunti sino ai giorni nostri.

A differenziarli dai loro predecessori c’erano due coppie di strutture di cornoidali chiamate ossiconi:la prima corta posizionata sopra gli occhi e una seconda coppia più lunga che puntava all’indietro. Avevano anche lunghi musi piatti, più simili a quelli di un’alce che di una giraffa. In particolare, il sito della scoperta estende la presenza geografica dei giraffidi alla penisola iberica, creando così un possibile legame genetico con altre specie in Europa e Africa.
 
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