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Millefoglie vegan di melanzane e tofu

RICETTE E ALIMENTAZIONE
Millefoglie vegan di melanzane e tofu

La melanzana
Per prima cosa preparate un’emulsione di salsa di soia e olio extravergine di oliva mescolando appunto in un piccolo contenitore i due ingredienti. Tagliate a rondelle dello spessore di circa 5 mm la melanzana e disponete ciascuna fetta su una leccarda ricoperta di carta da forno. Spennellate la superficie di ciascuna fetta con parte dell’emulsione appena creata e infornate a 180 gradi per circa 15 minuti.
Il tofu
Riprendete l’emulsione di salsa di soia e olio extravergine di oliva e aggiungeteci il succo di un’arancia e il peperoncino in polvere. Mescolate per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Tagliate il tofu a fette e fatele marinare nell’emulsione per circa 1 ora. Nel frattempo mescolate il sesamo con la farina di mais e trascorso il tempo di marinatura passate ciascuna fetta di tofu nell’impanatura di sesamo facendo pressione con le dita perché tutto sia avvolto dalla farina. Scaldate un filo di olio extravergine in una padella antiaderente e scottate il tofu da ambo i lati sino a leggera doratura.
Le arance
Pelate a vivo la seconda arancia e tagliatela a fettine. Scottate anche queste in una padella antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva. Ora non vi resta che impiattare alternando strati di melanzane, tofu al sesamo e arancia e decorando con una foglia di basilico.
Conservazione
La millefoglie vegan si conserva chiusa in un contenitore in frigorifero per un paio di giorni.
P.S. Potete anche tagliare il tofu con un coppa pasta tondo: gli avanzi li potrete utilizzare senza problemi in altre preparazioni.
Modalità d'uso
DECOTTO: 1 cucchiaio raso di liquirizia radice, 1 tazza d’acqua
Versare la radice sminuzzata nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo dopo i pasti per usufruire dell’azione digestiva, o al momento del bisogno in caso di tosse. Puoi trovare l'infuso di liquirizia anche sul nostro shop.
Le proprietà e l'uso della tintura madre di liquirizia
Controindicazioni della liquirizia
L'acido glicirizzico ha un’azione ipertensiva, poiché produce ritenzione d'acqua e accumulo di sodio, oltre a provocare una perdita di potassio; per questi motivi ha effetti collaterali sull'equilibrio dei sali minerali.
Quindi un abuso di liquirizia può indurre ritenzione idrica, aumento della pressione, gonfiore al viso e alle caviglie e mal di testa. E' quindi controindicata agli ipertesi, e alle persone predisposte a edemi, e a chi soffre di diabete; alle donne in gravidanza e in allattamento.
Scopri come coltivare la liquirizia in casa

Descrizione della pianta
Pianta erbacea perenne alta fino a un metro, rustica, cioè resistente al gelo, sviluppa un grosso rizoma da cui si estendono stoloni lunghi fino due metri e radici legnose altrettanto lunghe. Il rizoma e le radici hanno una corteccia marrone e all'interno la parte legnosa si presenta di color giallo e ha un gusto dolce.
La parti che vengono utilizzate sono proprio le radici della pianta con almeno tre o quattro anni di vita, raccolte durante la stagione autunnale ed essiccate.
Le foglie sono composte da quattro-otto paia di foglioline e da una terminale. I fiori sono di colore azzurro-violaceo, hanno un peduncolo corto e sono riuniti in racemi inseriti nell'ascella delle foglie.
I frutti sono dei legumi coriacei allungati, con poche setole, contenenti da due a sei semi, di colore bruno.
L'habitat della liquirizia
Originaria dell'Asia sudoccidentale e dell’Europa meridionale; crescespontanea nelle regioni del bacino mediterraneo principalmente su terreni calcarei e/o argillosi. È coltivata in Lucania, Sicilia e Calabria, che ancora oggi ne produce il 70%.
Cenni storici
Il suo nome deriva dal greco glucosdolce” e rizaradice”. Conosciuta in Asia già 5000 anni fa, viene menzionata in uno dei primi erbari cinesi ed era prescritta nella medicina tradizionale per curare il catarro, i disturbi del fegato e le intossicazioni alimentari.
La liquirizia era molto usata nell'antico Egitto e in Assiria e nota nell'antica medicina greca, tanto che già Ippocrate la consigliava contro la tosse; ma solo nel XV secolo è stata introdotta dai frati domenicani in Europa. La pianta è utilizzata in fitoterapia sottoforma di tisane e in cucina per la preparazione di dolci, caramelle.
In commercio la radice può essere trovata in bastoncini da masticare, tagliuzzata per decotti e, in confetti preparati con estratto di liquirizia pura, ridotta in polvere e in succo (estratto nero).
 
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