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MEDITAZIONE YOGA

YOGA
OM, la sillaba assoluta
È il suono più divino, il segno più potente, è un universo di significati spirituali

OM: è la famosa sillaba mistica che incarna la totalità dell’universo, il mantra per eccellenza della tradizione indiana.
Com’è noto, i mantra sono suoni sacri da recitare ripetutamente per raggiungere l’equilibrio interiore e avvi­cinarsi al Divino: non semplici parole dunque, o concetti, che appartengono al linguaggio profano e che possono essere appresi in un libro. I mantra devono essere ricevuti, ascoltati dalla bocca di un maestro, per essere poi recitati correttamente durante un rito o nella pratica meditativa. Solo così l’essenza divina racchiusa in un mantra, potrà essere risvegliata per rivelare tutta la sua potenza.
Unità del tutto
Fra i mantra, il più noto, il più comune, ma anche il più sacro, è proprio il suono OM. Come afferma la prima strofa della “Mandukya Upanishad”, questa sillaba “è il Tutto”. Recitandola in modo appropriato, l’Assoluto si manifesta, vale a dire si realizza l’unità fra l’Atman (il Sé individuale) e il Brahman (l’energia impersonale da cui promanano tutte le cose). Così, lo yogi che pronuncia OM, si porta al di là dei concetti, travalica ogni speculazione intellettuale sul significato del cosmo, per raggiungere l’Unità originaria del cosmo stesso: quell’Uno che congiunge il corpo, il respiro, la mente di tale yogi – e di ogni singolo essere – con la coscienza, il corpo, il respiro dell’universo intero. In altri termini, la recitazione perfetta della sillaba OM si configura come un’esperienza di reintegrazione totale dell’individuo nell’Assoluto: il che, secondo la spiritualità indiana, costituisce il fine supremo, ultimo, di ogni esistenza consapevole.
Corrispondenze
Il suono OM è generato dalla combinazione concentrata delle tre lettere A, U, M, cui va ad aggiungersi la vibrazione indistinta, sfumante nel silenzio, che fa seguito alla loro pronuncia. Queste quattro componenti evocano il passato, il presente, il futuro, e l’eternità posta al di là del tempo; ma corrispondono pure ai quattro stati della coscienza: la veglia, il sogno, il sonno profondo e la coscienza suprema, ineffabile, che trascende ogni cosa. Non solo: alla lettera A, pronunciata con la bocca aperta, partendo dal diaframma, presiede il dio Brahma, colui che crea il cosmo; alla lettera U, eseguita richiudendo leggermente la bocca e portando il suono verso il centro del palato, corrisponde il dio Vishnu, conservatore del cosmo; la M, espressa con una nasalizzazione a bocca chiusa, diviene simbolo di Rudra, il riassorbitore del cosmo; mentre la graduale scomparsa della M nel silenzio finale è espressione di Shiva, il dio che riassume in sé la triade di manifestazione, conservazione e riassorbimento cosmico, per innalzarla verso la Coscienza divina, suprema e inesprimibile: vale a dire Shiva stesso.
Evocazione
Per comprendere la particolare logica che presiede alla composizione e alla recitazione del mantra OM, occorre tenere presente la posizione preminente che il pensiero tradizionale dell’India attribuisce alla dimensione acustica, all’ascolto e alla pronuncia di parole e suoni. Secondo tale tradizione, l’universo stesso sorge dalla condensazione sonora di un suono primordiale, chiamato nada, che è come un fremito, un brusio indistinto, una vibrazione primigenia. Ebbene, questo originario sfondo sonoro, se è irriproducibile e inascoltabile da orecchi profani, può però essere evocato proprio grazie alla pronuncia del mantra OM. Nada – questo suono precedente tutti gli altri suoni – viene per così dire alla luce, facendo risuonare in modo sottilissimo il momento in cui la M finale si estingue in una vibrazione sempre più silenziosa. Quando ciò avviene, ogni differenza fra individuo e Assoluto, fra Atman e Brahman, viene trascesa, superata: lo yogi che, in uno stato di totale con­centrazione, pronuncia OM, perde la propria individualità per coincidere con l’Assoluto, il quale a propria volta appare, manifesta Sé stesso attraverso il mantra OM pronunciato dallo yogi. Tutto ciò che esiste allora diventa OM. E questo Solo Suono accoglie in sé tutto ciò che esiste.
La grafica del sacro
La sillaba OM viene comunemente raffigurata tramite un simbolo grafico composto da tre linee ricurve, cui si sovrappongono un semicerchio, a forma di mezzaluna, e un punto.
Curva inferiore È la più grande e raffigura lo stato di veglia.
Curva sulla destra È il simbolo dello stato di sogno.
Curva superiore Evoca il sonno senza sogni.
Il semicerchio Sottolinea il salto dai tre stati precedenti al successivo, l’ultimo.
Il punto È il quarto stato di coscienza, quello ineffabile e infinito.
I Mantra

Scopri le sillabe fondamentali che muovono l'universo (interiore)
Ti sei mai chiesto che cosa canti durante la tua sessione di yoga? Hai paura di cantare la cosa sbagliata? Un Mantra è una sillaba religiosa, una poesia, tipicamente scritta in linguaggio Sanscrito. Il suo uso varia da scuola a scuola e dalla filosofia associata al Mantra stesso. Primariamente i Mantra vengono utilizzati come condotti spirituali, parole e vibrazioni sonore che facilitano la concentrazione nel devoto/discepolo. Altri scopi includono però cerimonie religiose per accumulare ricchezza, allontanare i pericoli o eliminare i nemici. La parola Mantra, in Sanscrito, è costituita dalla radice “man” (manas – che significa “mente”) e dal suffisso “tra” (che significa “strumento”), per cui il significato letterale complessivo è “strumento della mente”. Grande enfasi è quindi conferita alla giusta pronuncia di questi suoni, che solo se interpretati correttamente risultano efficaci, allo scopo ultimo di purificare la mente dalle illusioni e dalle tentazioni materiali per mezzo di una ripetizione continua delle parole o del suono del Mantra stesso.
1. AUM
Il Shabda originario

Om, pronunciato “Aum”, è un’affermazione della Presenza Divina, cioè dell’universo, ed è simile all’ebraico “Amen.” Ci sono molti modi di cantare Aum; questo è un approccio che ti inizierà come uno Shabda Yogi, uno che persegue la via del suono verso la completezza e gli stati elevati della coscienza.
2. Lokah Samastha
Un Canto per la Completezza

Lokah samastha sukhino bhavanthu.
Che tutto il mondo sia felice e benedetto.
3. Gayatri
Il suono sacro che illumina

Om bhur bhuvas svaha
Thath savithur varaynyam
Bhargo dheyvasya dhimahih
Dhyoyonah pratchodhay-yath
Meditiamo sulla gloria del creatore, che ha creato l’universo, che è degno di adorazione, che è l’incarnazione della conoscenza e della luce, che cancella tutti i peccati e l’ignoranza, possa egli illuminare i nostri intelletti.
4. Om Namah Shivaaya
Om Namah Shivaaya, Namah Shivaaya, Nama Shiva
Cantate il nome del Signore Shiva
5. Bija Mantras
I Mantra Seme
Nei mantra “seme” (bija) ogni seme è concepito come la forma sonora di una particolare divinità Indù e, a sua volta, ogni divinità è concepita come un particolare aspetto dell’Assoluto (Brahman). Si dice che proprio come un grande albero è insito in un seme, così un dio o una dea sono insiti in ogni bija. Quando cantiamo i bija, identifichiamo ogni sillaba con l’energia divina che rappresenta.
Lam
Pronuncia: Incurva la punta della lingua verso l’alto e all’indietro e portala sul palato posteriore in modo da emettere il suono della parola alum senza la a iniziale.
Consapevolezza: Base della colonna vertebrale
Vam
Pronuncia: Porta i denti superiori all’interno del labbro inferiore e inizia a pronunciare una consonante fricativa, come a voler imitare il rumore di un’auto veloce. Il mantra deve essere pronunciato “fvam”.
Consapevolezza: Genitali
Ram
Pronuncia: Porta la punta della lingua sul palato anteriore e pronuncia la r alla spagnola, facendola vibrare. Il mantra deve essere pronunciato “ram”.
Consapevolezza: Addome
Yam
Pronuncia: Inspira dalla bocca lasciando che si senta il rumore del tuo respiro e pronuncia la parola ham. Lascia che il tuo respiro si estenda oltre la durata della consonante.
Consapevolezza: Plesso Solare e Regione Cardiaca
Ham
Pronuncia: Inspira dalla bocca lasciando che si senta il rumore del tuo respiro e pronuncia il suono yam. Lascia che il suono e il respiro riempiano le cavità di bocca e gola.
Consapevolezza: Gola
Om
Pronuncia: Inspira dal naso lasciando che si senta il rumore del tuo respiro e dirigi il flusso d’aria nel punto situato in mezzo alle sopracciglia. Espira e pronuncia il suono come se fosse un leggerissimo sussurro e facendolo risuonare assieme al tuo respiro nel cranio.
Consapevolezza: Punto situato in mezzo alle sopracciglia
 
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