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La Profezia di Baba Vanga

MISTERI
La Profezia di Baba Vanga

Le profezie della bulgara hanno previsto due novità per il prossimo anno. Una nuova fonte di energia e l’affermarsi definitivamente di una nuova superpotenza mondiale.
Baba Vanga, nata Vangelija Pandeva Dimitrova è stata una mistica, chiaroveggente ed erborista bulgara, che ha trascorso gran parte della sua vita nella zona di Rupite, un villaggio montano del distretto di Blagoevgrad.
Ha predetto l’11 settembre così come lo tsunami di Santo Stefano in Thailandia, nel 2004, e “il crollo dell’Unione europea”, con la Brexit nel 2016.
Una “nuova” superpotenza
E per il 2018, spiega il sito del tabloid britannico Daily Mail, la “Nostradamus dei Balcani” avrebbe previsto altri due eventi epocali. Nelle carte della veggente bulgara scomparsa nel 1996 a 85 anni spicca il sorpasso definitivo della Cina sugli Stati Uniti come prima potenza economica e politica mondiale (una previsione fatta negli anni Settanta, quando il regime comunista produceva appena il 4% delle ricchezze mondiali).
Una scoperta energetica
La scoperta di una nuova fonte di energia sul pianeta Venere, sebbene nessuna missione spaziale sia prevista, a oggi, in questo senso.
Vi è al vaglio della Nasa una missione per colonizzare le nubi di Venere con città “galleggianti”. E’ stata proposta da due sue ricercatori:”I due sono Dale Arney e Chris Jones, ricercatori dello Space Mission Analysis Branch (il “Settore Analisi Missioni Spaziali”) del centro di Langley. Ben consapevoli che la superficie del quasi gemello della Terra sia particolarmente ostile alla vita ( con una pressione pari a 92 atmosfere e temperature prossime ai 500 °C), hanno preso in considerazione l’idea di sfruttare la parte più alta dell’ atmosfera venusiana.
Progetto HAVOC
Sulla base dei loro calcoli, a 50 chilometri di altezza la pressione diventa infatti molto più sostenibile e la gravità diventa poco inferiore a quella terrestre. Inoltre, il termometro scende drasticamente a 75 °C , solo 17 gradi di più della più torrida temperatura registrata sul nostro pianeta. A confronto, Marte ha invece una pressione atmosferica superficiale che è meno di un centesimo di quella terrestre, una gravità pari ad un terzo e temperature medie di decine di gradi sotto lo zero.
Ma ancora più importante, per la maggiore vicinanza al Sole, nel cielo di Venere c’è una quantità di energia del 40 per cento superiore alla nostra e del 240 per cento superiore di quella marziana. In compenso, però, le radiazioni solari sono accettabili. “Un astronauta sarebbe esposto allo stesso livello che subirebbe se si trovasse in Canada”, afferma Arney. Su Marte, invece, i raggi sono così intensi (40 volte quelli terrestre) che i coloni dovrebbero schermarsi vivendo sotto il suolo per ridurre l’esposizione. Tutti elementi messi insieme che rendono l’atmosfera venusiana il posto migliore dopo la Terra.
 
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