IL CERRO URITORCO, UNA MONTAGNA DI MISTERI - esoterismo,filosofia,ricette del benessere,yoga,spiritualità,buddhismo,meditazione,benessere dell'anima,risveglio,alieni e fantasmi

Vai ai contenuti

Menu principale:

IL CERRO URITORCO, UNA MONTAGNA DI MISTERI

UFO ALIENI EXTRATERRESTRI
IL CERRO URITORCO, UNA MONTAGNA DI MISTERI
Il Cerro Uritorco, un luogo ammantato di misteri e di leggende, di energia e di superstizione, custode degli enigmi del mondo ancora irrisolti.
La collina dei pappagalli, in lingua aborigena quichua, conosciuta più comunemente come il Cerro Uritorco (monte Uritorco), è una montagna argentina apparentemente come un’altra. La sua vetta alta 1.949 metri domina la catena delle Sierras Chicas. Il suo nome deriva dalla lingua nativa degli antichi Comechingones, con ORCO a significare collina/monte e URITU a significare maschio. Grazie a questa interpretazione Uritorco viene chiamato anche Cerro Macho.
Una montagna ricca di storie, di misteri e di magie. Una leggenda racconta di un giovane indigeno di nome Uritorco innamorato di Calabalumba, figlia dello stregone, di un’amore corrisposto dalla bella ragazza ma non approvato dal padre, che dopo la fuga dei due amanti, si tramutò in una presenza magica e demoniaca lanciata come persecuzione dei due fuggitivi che una volta catturati furono trasformati uno in una collina e l’altra in un fiume, a simboleggiare un pianto da sopportare giorno dopo giorno come prezzo da pagare per quell’amore proibito.
Situato nella Valle Punilla, in località Capilla del Monte, nella provincia di Cordoba, el Cerro Uritorco è una meta ambita di curiosi e studiosi, attratti da interessi ermetici, pratiche esoteriche e dal luogo affascinante in cui la natura e il paesaggio, tra fauna, fiumi e cascate, si esprimono in tutta la loro bellezza. Un fascino subìto pare anche dalla cantante pop Madonna, che secondo alcune voci avrebbe riservato tutto per sé il Cerro Uritorco per la somma di 500mila dollari, il giorno 21-12-12, considerata una data dai numeri magici. Giorno scelto anche dagli scienziati ermetici per l’apertura della porta cosmica di Uritorco e giorno in cui la montagna è rimasta misteriosamente chiusa ai visitatori per timori circa un acclamato suicidio collettivo.
La presenza di massicce quantità di pirite ne ha reso un luogo ad alta concentrazione di magnetismo che ha dato vita a innumerevoli eventi di natura soprannaturale e fantascientifica: presunti avvistamenti ufo, esistenza di una città sotterranea chiamata Erks e spedizioni dei Templari, hanno fatto divenire Il Cerro Uritorco un centro importante per gli ufologi, per gli studiosi esoterici e mistici e per gli scienziati di tutto il mondo.
Gli avvistamenti UFO
Molte testimonianze parlano di avvistamenti ufo ed extraterrestri, di movimenti di fonti luminose indecifrabili, di uomini fatti di luce che camminano senza lasciare nessuna impronta. La notorietà di questo luogo inizia dopo l’evento chiamato La huella del Cerro Pajarillo (l’impronta del Cerro Pajarillo), avvenuto nel gennaio del 1986 quando intorno a Uritorco, vicino a Capilla del Monte, nei pressi della casa della famiglia Gomez fu avvistato nel cielo un oggetto luminoso dalle grandi dimensioni che atterrò bruciando la macchia e lasciando un’impronta imponente lunga 122 metri e larga 64 metri. I testimoni Gabriel Gomez (11 anni all’epoca) e l’anziana Esperanza Gomez, oggi scomparsa, raccontarono come un oggetto volante brillante illuminò col suo passaggio i monti intorno alla loro casa, lasciando un’enorme impronta di colore giallo (denominata Huella del Cerro Pajarillo), come privando gli alberi e le loro foglie della clorofilla. Da quel giorno la vita intorno al Cerro Uritorco cambiò totalmente. Nell’agosto del 1987, l’anno successivo al presunto passaggio dell’oggetto volante, un incendio bruciò 20 km di montagna lasciando la Huella del Cerro Pajarillo intatta. Nella notte del gennaio 1988, sempre nei dintorni, un nuovo oggetto lasciò una nuova impronta di 42 metri di diametro e in questo caso i testimoni furono più di 300.

La città di Erks luogo sacro dei Comechingones
La città di Erks è la città perduta che si crede sia nascosta nel ventre della montagna Cerro Uritorco, un luogo metafisico di energia capace di risvegliare una nuova umanità. Molti secoli fa, prima della conquista delle Americhe da parte degli spagnoli, il Cerro Uritorco era già considerato un luogo sacro dagli indigeni Comechingones. Le credenze popolari degli anziani del posto raccontano che questa tribù contemplava estasiata le luci e le entità cosmiche che solcavano il cielo, convinti che il fenomeno scaturisse dalle anime dei morti che lasciavano le loro spoglie terrene. Quanto più potente era la luce, maggiore era l’energia degli spiriti, luci che alcuni affermano di aver visto camminare per il Cerro Uritorco per poi scomparire senza lasciare traccia. Secondo queste credenze le entità provenivano dal sottosuolo, dalla città intraterrena di Erks. Sul lato nord del Cerro Uritorco l’azione del tempo ha accumulato sedimenti e pietre dalle strane forme e figure simili ad obelischi col profilo indefinito di una città ormai perduta. Molte sono le persone che testimoniano di essere state mentalmente o fisicamente in questa misteriosa città che viene descritta come vasta, attraversata da canali pressappoco asciutti in cui transitano navi luminose ed eteree, al centro della città esiste un luogo chiamato Tempio della Sfera o dei Tre Specchi, specchi nei quali gli abitanti di Erks scambiano dati cosmici. Dopo diversi studi alcuni studiosi affermano che Erks è la città che stabilisce una comunicazione cosmica e contribuisce allo scambio di conoscenze. Per questo motivo la zona viene considerata unica sul pianeta Terra, e viene inoltre considerata come il primo epicentro energetico cosmico comunicazionale, Erks: Encuentro de Remanentes Cosmicos Siderales.
Il Cerro Uritorco è quindi considerato un vortice energetico, uno dei Chakras del mondo che unisce forze di energie che mantengono il contatto con altri centri simili. Secondo gli scienziati, l’alta concentrazione magnetica è da attribuire alla vasta presenza di pirite, causa di alterazioni elettromagnetiche nelle bussole, nelle registrazioni e nelle strumentazioni degli aerei che sorvolavano la zona. La città perduta di Erks è legata alla figura di Ángel Cristo Acoglanis (“Sarumah”, 1926/1989) il primo esploratore mistico di Uritorco. Maestro spirituale e medico, di origine greca, dopo diversi anni in Tibet passati a studiare l’antica medicina tradizionale dei Lama arriva in Argentina negli anni ’50, dove inizia il suo percorso come osteopata per poi diventare sacerdote al Cerro Uritorco. Canta salmi e inni spirituali in lingua sanscrita, usata per le scritture più sacre del mondo orientale (tra questi il Bhagavad Gita). Durante uno di questi rituali alcune luci iniziano a muoversi nel cielo creando altri fenomeni inspiegabili e Ángel Acloganis dichiara di essere il portiere di Erks, colui che ha il compito di stare sulla soglia per permettere il contatto tra i due mondi. Col passare del tempo aumenta il numero delle persone che partecipano alle cerimonie alle quali si aggiunge lo scrittore brasiliano Trigueirinho che dedicherà due libri a Erks rivelandone l’ubicazione. Tutta questa affascinante avventura termina bruscamente e tragicamente il 19 aprile 1989, quando Ángel Acoglanis viene assassinato con sette colpi di pistola da uno dei suoi migliori amici, nonché socio e mecenate delle sue esperienze mistiche, Rubén Antonio, fratello di Jorge Antonio (1917/2007), uomo d’affari e politico, uomo della cerchia di fiducia di Juan Domingo Peròn. I motivi del gesto criminale sono tuttora avvolti nel mistero perché l’assassino sembra aver agito in uno stato di trance. Rubén Antonio si suiciderà tre anni dopo senza aver mai rivelato a nessuno i moventi del suo crimine. La storia e la leggenda del Cerro Uritorco si tinge così anche di sangue e di nuovi dubbi. Oggi si può vedere nel cimitero di Capilla del Monte un monolito in ricordo di Sarumah, il nome mistico col quale è conosciuto Ángel Acoglanis e una targa di bronzo con una scritta che dice: “Nella luce e nell’amore sempre”.
L’enigma dei templari e il Bastòn de Mando
Si pensa che molte siano state anche le spedizioni dei Templari in questo luogo, che il cavaliere Parsifal avrebbe attraversato l’Atlantico molto prima di Colombo trasportando oggetti sacri al Cerro Uritorco tra cui il Santo Graal, la Croce dei Cavalieri Templari e il Bastòn de Mando, il bastone del comando, considerato la pietra della saggezza e della sapienza in grado di dominare il mondo, un oggetto considerato messianico e potente, tesoro sacro custodito in antichità dall’antico popolo indios dei Comechingones. Il Cerro Uritorco diventò meta di scienziati, avventurieri e militari delle SS di Adolf Hitler inviati da studiosi appartenenti al terzo Reich per individuare il luogo custode del tesoro. Anche molti intellettuali studiano il Cerro Uritorco tra cui Orfelio Ulises Herrera e Guillermo Alfredo Terrera. Orfelio Ulises Herrera è una figura enigmatica che nasce a Bolìvar, in provincia di Buenos Aires, nel 1887. Nel 1934, dopo un viaggio iniziatico di otto anni in Tibet, accede alle informazioni segrete dei monasteri millenari. In contatto con i grandi Lama che lo istruiscono sui misteri del Bastòn de Mando, la pietra sacra di Wotan e degli antichi popoli. Guidato telepaticamente dai monaci, intravede il luogo dove si trova il Bastòn de Mando, pietra della saggezza, situato proprio nelle vicinanze del Cerro Uritorco. Il Bastòn de Mando è una pietra basaltica (o meteoritica) di 1,10 metri di lunghezza, levigata, di color nero, che fu costruita 8.000 anni fa per ordine del Gran Capo Voltàn (Wotàn) o Multàn degli indios Comechingones. Orfelio Ulises Herrera trova il Bastòn de Mando e lo custodisce fino al 1948, quando durante una cerimonia lo cede a Guillermo Alfredo Terrera, raccomandandogli un silenzio di almeno trent’anni attorno al messaggio da diffondere del Bastòn de Mando. Orfelio Ulises Herrera morirà di tetano per una ferita lieve alla mano; il tetano avanzò inspiegabilmente in modo rapido portandolo alla morte in ventiquattro ore. Non meno strano fu il giorno della sua sepoltura al cimitero San Jerònimo della città di Còrdoba durante il quale si alzò un vento dalle caratteristiche inusuali, fortissimo, gelato, che coprì la città mediterranea con un manto di terra.
Pochi intellettuali argentini hanno provocato tanto impatto nel territorio letterario quanto Guillermo Alfredo Terrera. Laureato in Diritto e Scienze Sociali all’Università Nazionale di Còrdoba, specializzato in antropologia e sociologia, ebbe una vasta carriera accademica. Lungo i suoi settantasei anni di vita pubblicò più di settanta libri. Studiando la sua estesa opera letteraria troviamo due tappe fondamentali: quella dello studio sulle tradizioni argentine (sociali, antropologiche, culturali), e quella riguardante il metafisico/spirituale, che lo impegnò negli ultimi venti anni di vita. Quando nel 1948 ricevette il Bastòn de Mando era già iniziato sugli argomenti ermetici. Nel 1978 cominciò la diffusione attraverso diversi libri come: Cuentos verídicos extra sensoriales, Antropología metafísica, El Valle de los Espíritus, Parsifal en Viarava y Charava.
Nel 1998, il professore Terrera morì per entrare nella leggenda. Ci sono varie teorie in relazione a dove possa trovarsi oggi il Bastòn de Mando. Importanti studiosi quali Fabio Zerpa o quelli del gruppo Delphos continuano ad indagare sui misteri del Cerro Uritorco, misteri che tuttora non smettono di affascinare.
 
Cerca
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu