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IL PAPA PIU CATTIVO DELLA STORIA

IL PAPA PIU CATTIVO DELLA STORIA


Giovanni XII – 130° Papa della Chiesa Cattolica

In epoca medievale, come è stata anche in epoca moderna, la scelta del papa era il frutto di accordi presi a tavolino tra potenti famiglie, che decidevano esclusivamente per gli interessi famigliari e territoriali da difendere e consolidare. Quindi il più delle volte la persona scelta come papa aveva interessi personali che contavano più di quelli della Chiesa universale, ritrovandosi ad avere competenze da spirito religioso cristiano pari a zero.
È questo il caso di Ottaviano dei conti Tuscolo, un ragazzo aristocratico romano che si ritrovò a diventare papa grazie a una studiata strategia politica del padre Alberico e non di certo per una sua determinazione o vocazione. Alberico di Roma era un nobile italiano, signore di Roma, che governò l’urbe dal 932 per oltre vent’anni, fino al 954, anno della sua morte. Quando nel 951 la politica imperiale di Ottone di Sassonia si era spinta fino in Italia, Alberico cercò di unificare il potere spirituale e il potere temporale in un’unica persona e quella persona doveva essere il figlio Ottaviano. L’unione si compie qualche anno dopo quando, nell’agosto 954, Alberico muore e Ottaviano gli succede come principe di Roma. Alla morte di papa Agapito II, nel novembre 955,  un mese dopo viene eletto Ottaviano al soglio pontificio, dandosi il nome di Giovanni XII.
Quando Ottaviano diventa papa aveva solo diciotto anni, non aveva l’età canonica per diventarlo e non aveva avuto fino a quel momenti nessuna formazione ecclesiastica. Era solo ragazzo aristocratico viziato e le sue abitudini principesche non cambiarono, continuarono anche durante il suo pontificato. Anzi durante il suo incarico si mostrò ancora più estraneo allo spirito evangelico conducendo una vita piena di lussi, lasciva e piena di peccati.
Giovanni XII trasformò il palazzo del Laterano, l’allora sede papale e residenza ufficiale dei romani pontefici, in una vera e propria casa di piacere, frequentata da belle donne e da bei ragazzi con cui faceva sfogo delle sue perversioni.
Nel novembre 963 l’imperatore Ottone riuscì a rimuovere Giovanni XII dal soglio pontificio per alto tradimento e per la sua condotta, ritenuta indegna di un pontefice. Quando l’imperatore chiese ai cardinali di esprimere un verdetto sul destino di Giovanni questi scrissero: “Chiediamo alla vostra maestà imperiale che questo mostro, che nessuna virtù può redimere dal vizio, venga allontanato dalla Santa Romana Chiesa […]”
Un’importante testimonianza delle accuse rivolte ai danni del papa ci viene data dall’opera De rebus gestis Ottonis magni Imperatoris, redatta dal vescovo di CremonaLiutprando, uno storico, cronista e diplomatico italiano al servizio del Sacro Romano Impero. Tra le varie accuse troviamo:
-la consacrazione di vescovi dietro previo pagamento, di cui l’ordinazione di un bambino di dieci anni come vescovo di Todi;
-di praticare adulterio e aver abusato di varie donne tra cui la concubina del padre;
-che si fosse dedicato pubblicamente alla caccia (cosa assolutamente proibita per i papi); -che avesse accecato il suo padre spirituale Benedetto, che presto fosse morto;
-che avesse ucciso il cardinale subdiacono Giovanni, dopo averlo castrato.
Giovanni XII fu sostituito dal nuovo papa Leone VIII, ma rimase in carica solo fino al febbraio 964, mese in cui Giovanni riuscì a convocare un concilio per far deporre il nuovo papa e reintegrare sé stesso. Riuscì nel suo intento e da uomo perfido cui era, si vendicò subito su di chi aveva sostenuto Leone. Così fece tagliare a uno la mano destra e ad un altro il naso, la lingua e due dita. Tutti i  prelati ordinati da Leone, poi, furono retrocessi nelle loro cariche e nei ministeri in cui furono ordinati.
Anche la sua morte ha dell’incredibile come figura di papa. Muore a 27 anni, tre mesi dopo aver ripreso il pontificato, gettato da una finestra da un oste presso cui alloggiava che lo scopre a letto con la moglie. Si spegne dopo otto giorni di coma.
Come persona, Giovanni XII si dimostrò totalmente inadeguato e indegno alla carica di papa. La storia della Chiesa di Roma non può di certo andare fiera di aver avuto un personaggio del genere alla sua guida, tra l’altro non l’unico.
È sepolto, tutt’oggi,  a San Giovanni in Laterano.
 
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