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I 7 CHAKRA

YOGA
I 7 CHAKRA
Sono sette. Potrebbe trattarsi tanto dei nani di Biancaneve, quanto dei samurai di Kurosawa o dei peccati capitali, ma è dei chakra che stiamo parlando. I sette chakra possono essere paragonati ai trasformatori elettrici: raccolgono l'energia che scorre nel corpo, la lavorano e la trasformano, per poi ridistribuirla di nuovo.

I sette chakra sono centri energetici dove scorre l'energia del nostro corpo. Quali sono e a quali punti corrispondono? Che funzioni hanno e come aprirli?
Nelle tradizioni orientali, il corpo umano è composto da molti livelli di energia, sia fisici che “sottili”. Nei testi sacri buddhisti ricorre il concetto per cui noi siamo creature con un corpo fisico - che usiamo per correre camminare, mangiare, stare al mondo -, ma la nostra esistenza non si esaurisce in questa evidente fisicità.
Abbiamo anche un corpo sottile chiamato “corpo di vajra” (vajrakõya), regolato da flussi di energia sottile distribuiti lungo canali (nadi) e dentro centri energetici (chakra). L'energia che si accumula nei chakra ci consente di avere un'attività intellettuale, emotiva e spirituale.

Aprire un chakra significa attivare il tipo di energia che si può sprigionare dal singolo centro. La meditazione, l'ascolto dell'altro, la vita stessa, le scelte che ci mette davanti, sono tutte vie attraverso cui un chakra può aprirsi. Esiste anche una tecnica che consiste nel concentrarsi sul singolo chakra e visualizzare il colore associato; a ogni simbolo che identifica un chakra corrisponde infatti una tonalità cromatica precisa.
Quando sono sviluppati bene, i chakra rilasciano energia che diventa potere creativo, piacere sessuale, potenziamento delle proprie doti naturali.
Scopriamo il significato di ciascun chakra, leggendolo in chiave sia individuale che spirituale.

SCOPRIAMO IL PRIMO CHAKRA: MULADHARA
“Io esisto”: Mulhadara è il primo chakra, la radice e il sostegno dell’organismo. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di problemi legati alla volontà di vivere, al soddisfacimento dei bisogni materiali e alla sicurezza personale.

Colore e forma del chakra Muladhara
I colori associati a Muladhara sono il rosso e il nero. Il chakra è situato alla base della spina dorsale, nella zona del perineo, tra i genitali e l’ano.
Gli organi corrispondenti sono i piedi, le gambe, le ginocchia, il bacino, la colonna vertebrale, le ghiandole endocrine surrenali, l’apparato genitale, la vescica, l’intestino crasso, la muscolatura, lo scheletro osseo e il sistema nervoso autonomo.
Il senso corrispondente è l’olfatto.
Significato del chakra Muladhara
Muladhara in sanscrito significa “radice, sostegno”. La sua funzione principale è la sopravvivenza e la parola chiave associata: IO ESISTO.
Muladhara è in relazione al radicamento con la Terra, è connesso con la volontà di vivere e conferisce vitalità all’organismo. Le qualità che lo caratterizzano sono la determinazione, la fermezza, la stabilità, l’autostima.
Disequilibrio del chakra
Il funzionamento disarmonico del chakra Muladhara può portare allo sviluppo di varie patologie: emorroidi, obesità, stipsi, sciatalgia, artrite, disturbi sessuali.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, sia i pensieri che le azioni saranno orientate alla soddisfazione ossessiva dei bisogni materiali e della sicurezza personale, con una tendenza alla possessività e all’egoismo. Le reazioni agli ostacoli saranno di aggressività, collera, gelosia, violenza o comunque un atteggiamento difensivo, legato alla mancanza di fiducia, in cui c’è sempre la paura di perdere ciò che dà sicurezza e senso di benessere.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, si avrà debolezza e scarsa resistenza fisica ed emozionale, eccessiva preoccupazione,insicurezza esistenziale, mancanza di punti di riferimento. Ogni fatto della vita quotidiana diventerà insormontabile: perciò si preferirà rinunciare alla sfida, si sogneranno condizioni più piacevoli e meno faticose e si svilupperà un atteggiamento di fuga mentale dalla realtà esistente.
Se i chakra superiori sono sviluppati maggiormente rispetto agli inferiori, si avrà la sensazione di essere fuori dal mondo e si vivrà profondamente un senso di estraneità e di solitudine assoluta e senza speranza. Se il blocco energetico interessa anche il terzo chakra oltre al primo, ci si potrebbe trovare in presenza di disturbi alimentari come l’anoressia.

Come riequilibrare il Muladhara
Per riequilibrare il primo chakra, la soluzione più semplice consiste nell'effettuare una meditazione sdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a nord, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda in corrispondenza dell’inguine e al centro dell’osso pubico.
Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.
Le pietre correlate al primo chakra sono: agata nera e grigia, corallo, diaspro rosso, ematite, granato, magnetite, ossidiana, onice, pirite,rubino, tormalina nera.
Esistono anche suoni abbinati al chakra che possono anche essere usati come base musicale per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario effettuato con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il primo chakra.

Gli olii essenziali correlati al primo chakra sono:
  • olio essenziale di cannella,
  • olio essenziale di cedro,
  • olio essenziale di chiodi di garofano,
  • olio essenziale di patchouli,
  • olio essenziale di sandalo,
  • olio essenziale di vetiver.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (pranico keraliano), alcuni esercizi di yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i cinque tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.


SCOPRIAMO IL SECONDO CHAKRA: SVADHISHTANA
“Io sento”: Svadhishtana è il secondo chakra, il centro del desiderio e della capacità di provare emozioni. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di problemi legati alla sessualità, ipersensibilità, disturbi ai reni e alla circolazione
Svadhishtana: colore e forma del chakra
Il colore associato a Svadhishtana, il secondo chakra, è l’arancione. Il chakra è situato nel basso ventre, poco al disopra del pube, in corrispondenza dell’osso sacro. Gli organi associati sono: le gonadi (ovaie per le donne, testicoli per gli uomini), i reni e il sistema immunitario. Il senso corrispondente è il gusto.
Significato del chakra Svadhishtana
Svadhishtana in sanscrito significa “collocato nel suo proprio posto”. Le sue funzioni principali sono il desiderio, il piacere, la sessualità e la procreazione. La parola chiave associata è IO SENTO.
Svadhishtana è in relazione all’elemento acqua e racchiude la capacità di provare emozioni, è connesso con il desiderio di unione sessuale con l’altro e di riproduzione, sovrintende il bisogno di socializzare e di espadere la nostra personalità, l’equilibrio tra il dare e l’avere. Le qualità che lo caratterizzano sono la sensibilità e la creatività.
Disequilibrio del chakra Svadhishtana
Il funzionamento disarmonico di Svadhishtana può portare a impotenza, frigidità, ansia, attacchi di panico, problemi alla prostata, nefrite, disturbi ai reni e alla circolazione, dolori lombari.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, si manifesteranno ipersensibilità e sbalzi d’umore improvvisi associati a pianto e/o minzione frequenti, mentre il rapporto con l’altro sesso provocherà forti tensioni e insicurezze e si limiterà spesso allo sfogo sessuale, al riparo da ogni coinvolgimento emotivo.
L’incessante ricerca e l’appagamento egoistico caratterizzano le relazioni, che inevitabilmente portano all’insoddisfazione. Il piacere significa innanzitutto capacità di seguire i ritmi naturali dell’organismosenza forzarli: gestire con armonia l’energia sessuale vuol dire saper radicarsi al piacere senza esserne imprigionato, imparare a essere se stessi e provare a orientarsi verso la libertà interiore.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, si avranno disfunzioni sessuali, gonfiori, introversione, tendenza alla solitudine, paura, senso di colpa. Spesso la causa è un’infanzia in cui genitori assenti o avari di affetto hanno represso la spontanea espansione del chakra e la ricettività naturale agli stimoli dei sensi. Il risultato è un adulto incapace di amarsi e di credere nella proprie attrattive, piuttosto freddo e inibito, che preferisce la sfera razionale e intellettuale e rifugge il contatto fisico e i piaceri.
La sensazione è di vuoto e di mancanza di identità, si verifica un’assenza di stimoli e di passioni, mentre dal desiderio di possedere le qualità degli altri nascono invidia e gelosia.
Svadhisthana, sessualità e potere creativo
Come riequilibrare il chakra Svadhishtana
Per riequilibrare il secondo chakra, la soluzione più semplice consiste nell'effettuare una meditazione sdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a ovest, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda tra l’ombelico e l’osso pubico. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro.
Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso. Le pietre correlate al secondo chakra sono: agata di fuoco, calcedonio rosso, calcite arancione, corniola, giada, opale di fuoco, pietra di luna, zircone arancione.
Esistono anche suoni abbinati al secondo chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il secondo chakra.
Gli oli essenziali correlati al secondo chakra sono:
  • olio essenziale di ylang-ylang,
  • olio essenziale di gelsomino,
  • olio essenziale di bergamotto,
  • olio essenziale di petit grain.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano), alcune tecniche yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

SCOPRIAMO IL TERZO CHAKRA: MANIPURA
“Io posso”: Manipura è il terzo chakra, il centro della volontà e della realizzazione personale. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di problemi legati alla digestione e al fegato, depressione e iperattività.

Manipura: colore e forma del chakra
Il colore associato al terzo chakra Manipura è il giallo. Il chakra è situato nella zona del plesso solare, tra l’ombelico e lo sterno.
Gli organi associati al chakra manipura sono: lo stomaco, il pancreas, il fegato, la cistifellea, la milza e l’intestino tenue, denti e unghie.
Il senso corrispondente è l’olfatto.
Manipura: significato del chakra
Manipura in sanscrito significa “la città del gioiello splendente”.
Le sue funzioni principali sono l’azione, la volontà, il potere e l’affermazione personale. La parola chiave associata è IO POSSO.
Manipura è il terzo chakra ed è in relazione all’elemento fuoco e racchiude la forza e la capacità di trasformare la materia in energia: è la sede dell’ego ed è connesso con la realizzazione dei propri desideri, sovrintende il controllo e l’accettazione.
È associato alla nostra comprensione intuitiva di ciò che siamo e al modo in cui ci rapportiamo agli altri e all’ambiente in cui viviamo, all’accettazione dei nostri bisogni. Le qualità che lo caratterizzano sono la sicurezza, la spontaneità, l’individualità e la collaborazione.
Disequilibrio del chakra Manipura
Il funzionamento disarmonico di Manipura può portare problemi al sistema digestivo (ulcera, gastriti), ernia iatale, ai denti e alle gengive, diabete, depressione, cirrosi, iperattività, aggressività ed egocentrismo.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, dal punto di vista psicologico si manifestano prepotenza e ipercriticismo, si è dominati dalla competitività e dalla sete di potere, si cerca di controllare e di manipolare gli altri. La determinazione a essere sempre al centro dell’attenzione porta a ricoprire un ruolo di leader in ogni situazione con autoritarismo. Le emozioni tendono a bloccarsi per poi esplodere all’improvviso, si perdono di vista i valori familiari e amicizia.
A livello astronomico Manipura rappresenta la trasformazione dagli atomi d’idrogeno nelle stelle, mentre nel microcosmo umano le funzioni digestive e gli ormoni prodotti dal pancreas (insulina e glucagone) sono fondamentali per metabolizzare e assimilare il mondo extraindividuale, rendendo disponibile l’energia degli zuccheri e dei carboidrati sotto forma di carburante per il corpo e di forza interiore per l’anima. La relazione con il mondo va gestita con modestia e moderazione, gli eccessi di avidità alterano l’equilibrio, compromettono la funzionalità dell’organismo e manifestano la malattia.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, si manifesta isolamento, scarsa fiducia nelle proprie possibilità, sentimento di impotenza, inadeguatezza, nervosismo. L’individuo vede un ostacolo in qualunque evento ma non fa il minimo tentativo per superarlo.
La prima reazione è un senso di smarrimento, un desiderio di fuga per mettersi al riparo dal rischio e una tendenza alla depressione. Il soggetto avrà come obiettivo principale l’essere accettato e benvoluto dagli altri e per raggiungere questo scopo negherà se stesso per conformarsi al pensiero delle persone a cui desidera piacere.
Il corretto funzionamento dello stomaco prevede la capacità di accogliere, di proteggere se stessi e di esprimere l’aggressività in modo costruttivo. Se si “digeriscono” i sentimenti verso l'interno piuttosto che verso l'esterno siamo in presenza di un processo autodistruttivo che corrode le pareti dello stomaco.
Gli asana per riattivare il terzo chakra
Come riequilibrare il chakra
Per riequilibrare il terzo chakra, la soluzione più semplice consiste nell'effettuare una meditazionesdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a sud, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda nella zona tra l’ombelico e lo sterno. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.
Le pietre correlate al terzo chakra sono: agata gialla, ambra, berillo dorato (eliodoro e crisoberillo), calcedonio giallo, calcite gialla, occhio di tigre, pirite, quarzo citrino, quarzo rutilato, topazio.
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il terzo chakra.
Gli oli essenziali correlati al terzo chakra sono:
  • olio essenziale di arancio dolce,
  • olio essenziale di finocchio dolce,
  • olio essenziale di geranio,
  • olio essenziale di ginepro,
  • olio essenziale di lemongrass (citronella),
  • olio essenziale di menta,
  • olio essenziale di pompelmo,
  • olio essenziale di zenzero.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come l'esercizio dei 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

SCOPRIAMO IL QUARTO CHAKRA: ANAHATA
“Io amo”: Anahata è il quarto chakra, il centro dell’amore incondizionato e dell’armonia degli opposti. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di patologie cardiache e polmonari, asma, pressione alta e insonnia.
Anahata: colore e forma del chakra
I colori associati al quarto chakra, ovvero Anahata, sono il rosa e il verde. Il chakra è situato nella zona dello sterno, davanti, e tra le scapole, dietro.
Gli organi corrispondenti sono: il cuore e il sistema circolatorio, i polmoni, il timo, gli arti superiori e le mani.
Il senso corrispondente è il tatto.
Anahata: significato del chakra
Anahata in sanscrito significa “non colpito”.
Le sue funzioni principali sono l’amore, la compassione, la pazienza e l’umiltà. La parola chiave associata è IO AMO.
Anahata è in relazione all’elemento aria e racchiude la trasformazione e la guarigione di sé e degli altri. È associato alla nostra capacità di sentire l’amore puro e incondizionato, di entrare in sintonia a livello empatico con tutto ciò che esiste e di coglierne la bellezza e la perfezione, nonché di sapersi prendere cura di se stessi e degli altri.
Anahata ci chiede consapevolezza ed equilibrio nella percezione delle relazioni e nel rapporto con l’ambiente. Scopriamo che alla base dell’amore incondizionato c’è l’accettazione di noi stessi, così come siamo, e degli altri, senza volerli cambiare. Il cambiamento può avvenire soltanto in noi stessi, quando avremo riconosciuto tutti i nostri aspetti, liberato il cuore dalle sue cicatrici, dai traumi affettivi emozionalmente repressi, e intrapreso un percorso di guarigione e di crescita personale.
Attraverso il quarto chakra entrano in collegamento i tre chakra inferiori (legati alla terra) con i tre superiori (legati al cielo), il corpo con la mente, la realizzazione materiale con quella spirituale: Anahata è l’armonia degli opposti, l’asse centrale del Cosmo.

Anahata: disequilibrio del chakra
Il funzionamento disarmonico di Anahata può portare a patologie cardiache e polmonari, infarto, pressione alta, insonnia, asma.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, sul piano fisico si potranno avere senso di costrizione a livello del torace, difficoltà di respirazione, aritmie, tachicardia e palpitazioni, peraltro senza riscontro negli esami clinici. Dal punto di vista psicologico, l’investimento emotivo è talmente esagerato da provocare ansia: il desiderio di dare è intenso, ma non è mai completamente disinteressato. Si tende ad amare gli altri in funzione dei riconoscimenti e della gratitudine che si possono ottenere in cambio, a incolparli delle proprie sofferenze nel momento in cui le proprie aspettative non si realizzano, ad esprimere sentimenti d’odio, rancore e gelosia.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, a livello fisico si evidenzierà un cattivo funzionamento del diaframma, insieme a problemi respiratori e cardiaci, mentre dal punto di vista psicologico si tenderà a essere dispiaciuti per se stessi, paranoici, indecisi, avere paura di lasciarsi andare o di farsi male, ci si sentirà indegni di amore e pieni di dubbi sulle proprie capacità.
Il primo sintomo di una carenza di Anahata è quello di abbattersi senza motivo, il secondo è il rifiuto di farsi toccare, di ricevere manifestazioni d’affetto. Chiuso, all’apparenza freddo, indifferente, ma in fondo estremamente vulnerabile, l’individuo appare sempre sulla difensiva: vorrebbe dare amore, ma il terrore di essere respinto lo blocca, facendolo sentire ancora più inadeguato.
L’aria è il movimento, l’invisibile, e rappresenta l’essenza stessa della vita: si respira bene quando si ha il coraggio di accogliere l’energia e di affrontare il rischio di esplodere, di gridare e di ribellarsi alle limitazioni delle condizioni in cui si vive. Il funzionamento corretto dei polmoni presuppone l’umiltà di offrire se stessi al mondo e la fiducia di lasciar andare, lasciare uscire il respiro senza la paura del vuoto, della morte, della privazione, della solitudine e dell’abbandono.
Anahata: come riequilibrare il chakra
Per riequilibrare il quarto chakra, la soluzione più semplice consiste nell'effettuare una meditazione sdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a est, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda nella zona dello sterno. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.
Le pietre correlate al quarto chakra sono: agata verde e rosa o muschiata, amazzonite, avventurina, calcedonio ramato e rosa, calcite verde e rosa, crisocolla, crisoprasio.
E ancora: dioptasio, giada, malachite, moldavite, olivina, quarzo rosa, rodocrosite, rodonite, smeraldo.
Sei curioso di scoprire le proprietà e i benefici delle pietre?
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il quarto chakra.
Gli oli essenziali correlati al quarto chakra sono:
  • olio essenziale di cipresso,
  • olio essenziale di legno di rosa,
  • olio essenziale di melissa,
  • olio essenziale di neroli,
  • olio essenziale di verbena,
  • olio essenziale di pino,
  • olio essenziale di rosa damascena.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

SCOPRIAMO IL QUINTO CHAKRA: VISHUDDA
“Io comunico”: Vishudda è il quinto chakra, il centro della comunicazione e dell’espressione creativa. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di affezioni alle vie respiratorie, disturbi alla tiroide, rigidità cervicale, difficoltà di espressione verbale, autoritarismo e timidezza.

Vishudda: colore e forma del chakra
Il colore associato a Vishudda è l'azzurro. Il quinto chakra è situato nella zona della gola, all'incrocio delle ossa della clavicola, con il vertice nella terza vertebra cervicale (C3).
Gli organi corrispondenti sono: la trachea, la gola, le corde vocali, il naso, le orecchie, le ghiandole endocrine della tiroide e delle partiroidi.
Il senso corrispondente è l'udito.
Significato del chakra
Vishudda in sanscrito significa "puro".
Le sue funzioni principali sono la comunicazione, l'espressione creativa, la diplomazia e la sincerità.
La parola chiave associata è IO COMUNICO.
Vishudda è in relazione all'elemento etere e all'energia del suono e racchiude la capacità di ascoltare se stessi e gli altri, di esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni attraverso la voce e tutti gli altri tipi di linguaggio. Il linguaggio è associato all'azione di vivere il proprio lato creativo, permette di creare strutture nuove e di metterle in relazione tra di loro in modo da organizzare il flusso della coscienza. Il quinto chakra ci porta a trascendere i nostri limiti e a dare vita a nuove possibilità e nuove opportunità, a diventare i creatori della nostra realtà, gli attori principali della nostra rivoluzione personale.
Con l'energia di Vishudda siamo in grado di sentire e di riconoscere il ritmo perfetto che ci connette con l'Universo e con noi stessi. Comunicare significa partecipare alla collettività, entrare in contatto con gli altri usando la vibrazione del cuore del quarto chakra. Elaborando il nostro amore per la vita e usando il vuoto, lo spazio etereo che è anche assenza del giudizio, riusciamo a esprimerci in modo tale da essere compresi, a stabilire relazioni e a unire attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni.
Vishudda ci chiede consapevolezza e responsabilità nei riguardi delle nostre necessità e dei nostri ritmi interiori, di padroneggiare noi stessi e sviluppare allo stesso tempo elasticità mentale, di uscire dal nostro ego ed entrare nella dimensione della coscienza e dell'espansione verso gli altri. Il quinto chakra quando è in equilibrio dona una voce dolce, un atteggiamento diplomatico e tatto nell'avvicinarsi alle persone con considerazione e generosità: tutto ciò che dice va dritto al cuore e l'individuo acquista carisma e magnetismo.
Disequilibrio del chakra Vishudda
Il funzionamento disarmonico di Vishudda può portare ad affezioni alle vie respiratorie (raffreddore, sinusite, tracheite, laringite, faringite), otiti  disturbi alla tiroide, problemi all'udito, rigidità cervicale.
Se c'è un funzionamento eccessivo di questo chakra, a livello fisico si possono generare difficoltà ad ingoiare, mal di gola, ipertiroidismo, afonia ricorrente, infezioni alle orecchie, mancanza di equilibrio, vertigini, dolore alle mascelle e tensione al collo e alle spalle.
Invece sul piano psicologico l'individuo manifesta prolissità, incapacità di sintesi e di ascolto del prossimo, estrema velocità di parola, impulsività, impazienza e iperattività: lo caratterizzano rabbia, orgoglio e senso di superiorità, dogmatismo, autoritarismo e fanatismo.
Se invece c'è un funzionamento insufficiente, si possono riscontrare sul piano fisico ipotiroidismo, stress, infezioni croniche alla gola.
Invece su quello psicologico l'individuo non riuscirà a riflettere sulle proprie emozioni, avrà paura di parlare, difficoltà a esprimersi e a tirare fuori la voce, manifesterà timidezza e sentirà di non avere il diritto di dire e di ascoltare la verità, negando il diritto di esistere alla propria interiorità. La tendenza è a sfuggire il contatto sociale, a chiudersi nel mondo mentale, a non fidarsi di nessuno e a essere a sua volta bugiardo con se stesso e con gli altri. Non avendo abbastanza autostima per credere alle proprie intuizioni, lo caratterizzano indifferenza, pigrizia, introversione e opposizione al cambiamento.
Come riequilibrare il chakra
Per riequilibrare il quinto chakra, la soluzione più semplice consiste nell'effettuare una meditazione seduti con la schiena dritta, a occhi chiusi, tenendo i cristalli a contatto della pelle nella zona della gola.
Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l'effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l'acqua fredda dopo l'uso.
Le pietre correlate al quinto chakra sono: acquamarina, agata blu, amazzonite, azzurrite, calcedonio blu, calcite blu, celestina, crisocolla, lapislazzuli, opale, sodalite, turchese, zaffiro.
Sei curioso di scoprire anche le proprietà e i benefici delle pietre?
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario (alla base del cranio e al centro dell'incavo del collo) con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il quinto chakra.
Gli oli essenziali correlati al quinto chakra sono:
  • olio essenziale di alloro,
  • olio essenziale di camomilla,
  • olio essenziale di eucalipto,
  • olio essenziale di lavanda.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan.
Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 esercizi tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra
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SCOPRIAMO IL SESTO CHAKRA: AJNA
"Io vedo": Ajna è il sesto chakra, il centro dell’intuizione e dell’immaginazione creativa. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di mal di testa, problemi alla vista e neurologici, insonnia, autoesaltazione, materialismo e disturbi psicoemotivi

Colore e forma del chakra Ajna
I colori associati ad Ajna sono l'indaco e il viola. Il sesto chakra è situato nella zona tra le sopracciglia, nella parte anteriore della testa, e dietro la fronte, in quella parte posteriore.
Gli organi corrispondenti sono: gli occhi, la ghiandola pituitaria o ipofisi, il sistema ormonale e il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale).
Il senso corrispondente è il sesto senso.
Significato del chakra
Ajna in sanscrito significa “percepire”.
Le funzioni principali del sesto chakra sono la visione, l'intuizione, l'immaginazione creativa e la chiarezza.
La parola chiave associata è IO VEDO.
Ajna è in relazione allo spirito e all'energia della luce e racchiude la capacità di superare il proprio egoe di sintonizzarsi con il proprio Sé superiore. Il sesto chakra esercita il controllo della coscienza ed è il centro di elaborazione delle percezioni sensoriali in immagini mentali coerenti e di comprensione delle energie sottili che collegano l’eterico con il fisico.
Ajna è la sede del terzo occhio, che nasce dalla fusione delle due visioni separate degli occhi fisici e può vedere oltre il velo della forma e dell'apparenza: permette di “guardare senza guardare”, di allargare i nostri orizzonti, di sviluppare la concentrazione e l’intuizione, di creare e proiettare immagini armoniche grazie a una visione armonica interiore.
Con l’energia di Ajna siamo più consapevoli di noi stessi, vediamo la realtà con chiarezza per quello che è, senza il condizionamento della proiezione dei nostri desideri e dei nostri bisogni, di percepire che tutto è qui e ora, come dovrebbe essere, perfetto in questo istante. Vedere con occhi chiari significa vedere oltre i contenuti della coscienza, oltre il magazzino karmico di pensieri, parole e azioni rielaborate dalla mente in idee, giudizi e opinioni personali.
Quando l'osservatore non si confonde più con l'oggetto osservato, allora è in grado di cambiare il modo di osservazione e l'oggetto stesso e, se agisce in armonia con il quarto chakra, quello del cuore, di liberare la sua energia creatrice e guaritrice. Se il sesto chakra è equilibrato e aperto, la mente è attiva, si è padroni di se stessi, si superano gli attaccamenti materiali e la paura della morte, si purificano i sei sensi e si ampliano le percezioni extrasensoriali.

Disequilibrio del chakra
Il funzionamento disarmonico di Ajna può portare a mal di testa, problemi alla vista e neurologici, stanchezza, insonnia, disagi e disturbi psicoemotivi.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, a livello fisico la conseguenza più frequente è la “pesantezza di testa”.
Invece sul piano psicologico l'individuo manifesta un'accentuazione delle facoltà intellettuali rispetto a tutti gli altri piani dell'esistenza, impazienza, egoismo, autoesaltazione, ambizione di potere e mancanza di responsabilità. L'analisi è obiettiva e penetrante, ma domina l'arroganza e il disprezzo degli altri, oppure il lavoro mentale è talmente esasperato che esilia dal mondo e provoca ipersensibilità, difficoltà a relazionarsi con gli altri, disattenzione, confusione tra realtà e immaginazione, allucinazioni, incubi.
Se invece c'è un funzionamento insufficiente, si possono riscontrare sul piano fisico problemi alla vista, ipoattività (depressione, apatia, sfiducia, stanchezza cronica) o iperattività mentale (nervosismo, insonnia, scarsa percezione delle sensazioni del corpo e delle emozioni del cuore).
Invece su quello psicologico l'individuo manifesta scarsa memoria, eccessive preoccupazioni e paure, rigidità, materialismo, sensazione di inutilità: è il caso degli scienziati attaccati ai loro principi e a tutto ciò che è direttamente percepibile con i sensi fisici, misurabile e controllabile.
Anche chi ha trovato ostacoli nell'espressione della propria sensibilità (ad esempio a causa di un'educazione rigida) arriverà a non sentire più nulla, ad avere difficoltà a sognare e a percepire un futuro per sé, soprattutto a essere convinto di non avere il diritto di vedere la verità, con il conseguente rifiuto di tutto ciò che è immateriale o spirituale, mentre tenderà a vivere in illusioni e in mondi fittizi dove poter stare bene.
Come riequilibrare Ajna
Per riequilibrare il sesto chakra, la soluzione più semplice consiste nell'effettuare una meditazionesdraiati a terra e a occhi chiusi, braccia e gamba allargati a stella, appoggiando direttamente i cristalli sul terzo occhio. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l'effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l'acqua fredda dopo l'uso.
Le pietre correlate al sesto chakra sono: ametista, fluorite, labradorite, lapislazzuli, moldavite, opale, sodalite, zaffiro, zircone.
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicatissimo e circolare in senso orario (al centro della fronte) con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il sesto chakra.
Gli oli essenziali correlati al sesto chakra sono:
  • olio essenziale di angelica,
  • olio essenziale di anice,
  • olio essenziale di elicriso,
  • olio essenziale di salvia.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan.
Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

Settimo Chakra – Sahasrara
È il chakra della corona, posizionato al centro della sommità della testa, in corrispondenza della corteccia cerebrale. Esso rappresenta il settimo livello del sistema dei chakra e si riferisce a ciò che viene definito il settimo cielo: è il livello della massima consapevolezza e della più elevata perfezione umana. E’ infatti la sede della frequenza più alta della vibrazione dell’energia degli esseri umani, che gli artisti raffigurano come un’aureola intorno al capo.
Sahasrara significa “moltiplicato per mille”. Aprire e integrare il chakra della corona significa allargare i confini della mente affinchè possa accogliere porzioni sempre più ampie del campo universale della coscienza. Al settimo chakra corrisponde l’epifisi, la ghiandola pineale regolatrice dei bioritmi. L’organo collegato è il cervello e il sistema nervoso centrale.
E’ il loto dai mille petali bianchi, somma di tutti i colori dell’arcobaleno. La nota musicale corrispondente è il “SI”, mentre non vi è mantra che possa vibrare a tale frequenza. Questo centro energetico significa essere completamente collegati a livello spirituale con l’universo, in grado di trasmutare.

I chakra sono dischi entro cui fluisce l'energia
all'interno del corpo. Esistono sette chakra maestri dislocati lungo l'asse verticale del corpo: Muladhara, Svadhistana, Manipura, Anahata, Vishuddi, Ajna Chakra, Sahasrara Chakra. A ognuno è associato una caratteristica e un colore. In ogni singolo chakra il campo energetico può essere in equilibrio, disequilibrio oppure ostacolato. È allora necessario attivare o pulire i chakra, a seconda della personale situazione energetica. È possibile farlo con esercizi di visualizzazione, mediante l'aromaterapia, con il massaggio plantare o la meditazione.


 
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