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Filosofia zen: 4 abitudini per una vita zen

BUDDHISMO
Filosofia zen: 4 abitudini per una vita zen
Ti sei mai sentito dire “dovresti essere più zen?”  Se la risposta è si immagino che questa frase non abbia sortito un gran effetto nel momento di alterazione in cui ti veniva pronunciata.
Eppure i monaci zen sono un modello di ispirazione per approcciare le situazioni stressanti della vita in modo equilibrato, poiché per centinaia di anni hanno dedicato le loro vite ad essere presenti in qualsiasi cosa facessero.
Probabilmente come me non hai intenzione di diventare un monaco zen    ma puoi vivere la tua vita in un modo più equilibrato ed efficace seguendo alcune semplici regole.
Invece di reagire sbraitando e fumando come una ciminiera alla prima cosa storta che ti capita, i principi che seguiranno ti aiuteranno a  reagire in modo equilibrato accettando quello che non puoi cambiare e cercando una soluzione a ciò che puoi cambiare.
La lettura di questo articolo ti aiuterà a:
  • Mantenere la calma in situazioni difficili.
  • Affrontare le sfide della vita in modo più efficace.
  • Aumentare tranquillità e stabilità interiore.
  • Cos’è la filosofia zen?
    Lo zen è una filosofia di vita; deriva dalla parola sanskrita che significa “meditazione” (dhyana in sanscrito, ch’an in cinese e zen in giapponese).
    Secondo le parole del filosofo inglese Alan Watts, il buddismo zen è un modo di vedere la vita che non appartiene a nessuna categoria formale del pensiero moderno occidentale. Non si tratta di religione né di filosofia; non è psicologia né un tipo di scienza.
    Lo zen è un modo di vivere, un viaggio di esplorazione, il suo fine è quello di perseguire la felicità nel qui e ora. Questa filosofia promuove una naturale consapevolezza nella tua vita quotidiana.
    Definire lo zen è come provare a descrivere il sapore del miele a qualcuno che non l’ha mai assaggiato. Puoi provare a spiegare la consistenza, il profumo o puoi paragonarlo a cibi simili. Ma il miele è miele. Fino a che non l’avrai provato resterai nell’illusione di come potrebbe essere.
    Lo stesso vale per lo zen, perché è una pratica che necessita di esperienza, non un concetto che puoi comprendere solo razionalmente.
La nascita dello zen.
Lo zen appartiene al cuore della cultura giapponese e alle scuole buddhiste giapponesi.
Si tratta di una pratica che è stata trasmessa ininterrottamente e che risale al risveglio di un uomo chiamato Siddharta Gautama, alla cui vita Herman Hesse si è ispirato per scrivere il libro “Siddharta”.
Siddharta raggiunse *l’illuminazione sotto l’albero della Bodhi, un antico fico sacro, ai piedi del quale meditò sui grandi misteri della vita per poi giungere all’illuminazione e diventare il Budda 2.500 anni fa.
Nonostante lo si ritrovi spesso in certa letteratura orientale,  il termine illuminazione non mi piace. Troppo astratto e mistico. Inoltre mi ricorda un lampadario. Quindi, ogni qual volta, almeno in questo articolo, troverai tale parola, ti consiglio di tradurla mentalmente con questa mia personale definizione dal vocabolario di DannyZ.
*Illuminazione: condizione mentale contraddistinta da una maggiore consapevolezza dei propri processi interni (anche in relazione ad eventi esterni) ed un’efficiente ed equilibrata gestione di questi.
3 fondamenti dello zen
Conosci e coltiva le 3 regole essenziali della pratica zen.
  • Fede in te stesso. La fede non intesa come fede religiosa ma fiducia in te stesso. Fede nelle capacità della tua mente, una fede che può essere aumentata grazie alla pratica della filosofia zen.
  • Dubita. Il metodo dello zen è un metodo scientifico.  L’approccio scientifico infatti ti spinge a dubitare e non credere alle cose che non sono state dimostrate prima in modo sperimentale. Si tratta di avere un livello di scetticismo intelligente. Infatti, c’è un tipo di scetticismo che rifiuta tutto a priori e che mantiene un atteggiamento negativo e c’è uno scetticismo sano che serve per comprendere le cose in modo più approfondito.
  • Auto-disciplina. È necessaria una ferma risoluzione per continuare a praticare malgrado tutti gli ostacoli che puoi incontrare sulla strada.  Per sviluppare una grande determinazione devi avere pazienza e autodisciplina. Se queste mancano sarà più facile che tu ti arrenda alla prima difficoltà.
Il poema dello zen.
Il monaco Shen-Hsiu scrisse un poema in cui esprimeva la sua comprensione dello zen:
“il corpo è l’albero della Bodhi,
la mente è come uno specchio splendente,
stai attento a tenerlo sempre pulito
per non lasciare che vi si accumuli la polvere.”
La prima riga dice che il corpo è come l’albero della Bodhi sotto cui il Budda ebbe l’illuminazione. Il corpo, perciò, è il fondamento della pratica, la base necessaria per raggiungere l’illuminazione.
La seconda frase compara la mente ad uno specchio splendente perché nella sua natura essenziale la mente è lo specchio chiaro e brillante della saggezza del Budda. Ricordi quando te ne ho parlato nel lago della mente?  Ma come già sai nelle condizioni solite la mente non è così brillante, perciò per tenerla limpida e chiara è necessaria la pratica
La terza e la quarta riga dicono che il modo per pulire la mente è attraverso la meditazione, attraverso essa la polvere del desiderio mondano e dell’attaccamento è rimosso dalla mente e la saggezza del Budda si manifesta.
4 Principi della filosofia zen per sviluppare un atteggiamento equilibrato.
Le due forme base della pratica zen sono lo zazen e la pratica quotidiana. In particolare la pratica quotidiana è centrata su alcuni principi.
In questo articolo ho sintetizzato alcuni principi della filosofia zen da applicare per avere un atteggiamento più rilassato, risolvere i problemi in modo lucido e godersi maggiormente la vita. La maggior parte dei principi che troverai in questo articolo sono tratti dalla lettura del libro “Zen philosophy, zen practice”.
1) Vivi nel qui e ora.
Se vivi sotto i continui attacchi della tua mente scimpanzé, lo stress delle concitate giornate lavorative ti trasforma in un infuriato diavoletto della Tazmania, o il tuo cervello è sotto assedio delle ant probabilmente non stai vivendo nel qui e ora.
Come puoi portare calma e pace nella tua vita? Secondo la filosofia zen la risposta è imparare ad essere presente. Non importa quanto sia fuori controllo la tua giornata o quanto sia stressante il tuo lavoro, l’azione di essere presente può diventare un’oasi di benessere.
Presenza, consapevolezza, mindfulness, sono tutti termini che indicano il raggiungimento dello stesso stato.
L’essenza della mindfulness è diventare consapevole dell’ambiente che ti circonda e prestare attenzione ad ogni azione che fai. Significa vivere nel momento presente, non intrappolato nel passato, nel futuro e nelle altre due posizioni mentali di cui ti ho  parlato qui.
Ecco alcune strategie pratiche per vivere nel momento presente seguendo la filosofia zen:
  • Presta attenzione alle attività quotidiane. La prossima volta che devi fare delle attività quotidiane focalizzati sulle percezioni sensoriali. Ad esempio, mentre lavi i piatti concentrati sulle sensazioni del sapone che scivola tra le tue dita, il calore dell’acqua, ecc. Rimani concentrato nel momento qualsiasi cosa tu stia facendo. La pratica consapevole quotidiana è quella che da migliori risultati per aumentare il tuo livello di consapevolezza e serenità.
  • Apprezza le cose semplici. Nel buddismo zen la bellezza non si trova nelle decorazioni luminose o nel collezionare oggetti preziosi. La bellezza dello zen si trova nelle cose semplici e nella tranquillità, abbracciando l’armonia di tutte le cose. È una bellezza che riflette la tranquillità e la vacuità che dimora in mezzo ai cambiamenti costanti. I monaci zen trovano la bellezza negli elementi della natura: nelle rocce, nell’acqua, nelle piante, nella sabbia e nei piccoli ponticelli di legno.
2) Conosci te stesso attraverso la self-reflection.
“Il sole e la luna sono sempre brillanti, ma possono non essere visibili perché sono oscurati da nuvole e foschia, allo stesso modo la natura del Buddha è sempre presente dentro di noi ma può non essere visibile perché coperta dalle nuvole di odio e illusione. Attraverso la meditazione rimuovi questi strati di nuvole che nascondono il tuo vero essere così che la tua vera essenza possa apparire ancora, splendente e radiosa nella sua purezza.”
Quando il Budda ottenne l’illuminazione sotto l’albero della Bodhi realizzò che la verità che stava cercando non era nient’altro che la sua vera natura, che era sempre con lui dall’inizio del tempo.
Per conoscere se stessi prima di tutto è importante  separare ciò che siamo dal nostro ego, ossia la falsa identità che praticamente ogni persona ha sviluppato crescendo. La nostra mente è infatti continuamente dominata da un treno apparentemente senza fine di pensieri egocentrici, di avidità, attaccamento, rabbia, orgoglio, invidia, ecc.
L’ego è sempre in agguato ed è causa della maggior parte delle sofferenze, nonché cibo per la mente scimmia :). Essere consapevoli della sua presenza è fondamentale per comprendere che non sei i tuoi pensieri.
La self-reflection (auto-riflessione) è uno strumento per aumentare la consapevolezza e aprire gli occhi verso l’interno. Questa pratica consiste prevalentemente nel portare la tua attenzione sulla moltitudine di pensieri illusori che ingombrano lo specchio della tua mente per mantenerla splendente.
3) Pratica lo zen.
Cogliere gli insegnamenti della filosofia zen non basta, la cosa più importante è metterli in pratica.
Pensa ad un atleta che vuole diventare un abile nuotatore. L’allenatore potrà mostrargli come nuotare a dorso in modo tecnicamente impeccabile, potrà spronarlo a fare del suo meglio ma il resto verrà lasciato a lui. Se non si tufferà in acqua e non proverà a nuotare, se non sarà costante nel praticare gli esercizi non sarà mai un bravo nuotatore. L’unico modo per imparare è saltare nell’acqua e iniziare a mettere in pratica gli insegnamenti che gli sono stati dati.
Nel buddismo zen è la stessa cosa.
La pratica della meditazione zen o zazen (“za” seduto e “zen” meditazione in giapponese, significa meditazione seduti) è il cuore del buddismo zen. La meditazione zen consiste nel vivere il momento presente, restare vigili a quello che succede intorno e conoscere se stessi. E’ attraverso la pratica dello zazen che Gautama giunse all’illuminazione e divenne il Budda.
Lo zazen è un atteggiamento di risveglio spirituale, che quando praticato può diventare la fonte da cui tutte le azioni della vita quotidiana fluiscono – mangiare, dormire, respirare, camminare, pensare.
Infine, è necessaria una ferma risoluzione per continuare a praticare la meditazione quotidianamente malgrado tutti gli ostacoli che puoi incontrare sulla strada. Personalmente  per motivarmi mi basta confrontare la qualità del mio stato interno  quando medito, rispetto a quando non lo faccio.
4) Lascia andare attaccamenti ed avversioni.
Rendi il tuo spirito simile al vento che passa su tutte le cose senza attaccarsi a nessuna di esse. Proverbio zen
Secondo la filosofia zen la maggior parte delle nostre sofferenze è il risultato di due forze contrastanti: l’attaccamento che ci spinge a bramare cose che non possediamo e l’avversione, una forza di repulsione alla radice di molte paure, comportamenti evasivi e resistenze interne.
Esempi di attaccamento o di avversione sono: temere la disapprovazione da parte delle altre persone, non essere riconosciuto come il più bravo, invidiare i successi degli altri, il bisogno di controllare tutto, la paura di essere rifiutati.
Questo principio ti invita a trovare un equilibro tra queste due forze opposte che ti sballottano continuamente da una parte e dall’altra. Anche in questo caso il segreto consiste nel vivere nel momento presente.
La pratica del qui e ora, infatti, ti rende quasi totalmente immune dagli attaccamenti e dalle avversioni in quanto queste due forze per essere attive richiedono pensieri che anticipano il futuro o che rivangano sul passato.
Per concludere.
Voglio terminare con un veloce aneddoto personale sulla filosofia zen. Qualche settimana fa sono partito per una breve vacanza su un’isola a cui sono molto affezionato.
Premetto che per me preparare la valigia è uno dei compiti più gravosi dell’universo.
Oltre ai vestiti, devo ricordarmi i tappi per le orecchie (ho iniziato a metterli 20 anni fa, ora se li tolgo sento le zanzare volare nella stanza accanto), carica-batterie, portatile, cavi, e altre decine di accessori e mini accessori. Dovendo seguire le attività legate al blog devo poter ricostruire un ufficio mobile a distanza.
Questa premessa è necessaria per comprendere meglio quello che mi successe una volta arrivato all’aeroporto. Dopo un volo atroce, seduto accanto ad un signore che probabilmente non vedeva il sapone dallo scorso natale, arrivo di fronte al nastro che trasporta le valige.
Quella rossa lì è la mia…
No. Quella? Neanche.
Quella…?
Mentre il nastro diventava prima semi-vuoto e infine deserto,  al posto di  una soleggiata e rilassata vacanza, affioravano angoscianti visioni di me con maglietta sudicia e barba incolta vagare per le strade alla ricerca di negozi dove acquistare della biancheria pulita.
In quel momento, avevo due opzioni.
1) Maledire Ryanair, gli addetti al trasporto valigie, l’odore di muschio subito per 5 ore durante il volo e iniziare la vacanza con il peggiore umore possibile (cose che comunque in parte ho fatto:))
2) Prenderla in modo zen e cercare di gestire la situazione nel migliore dei modi.
Riuscii contro ogni previsione a fare emergere il DannyZen presente in me. Tanto la valigia sarebbe arrivata il giorno dopo comunque.
Tutti abbiamo un modo di approcciare la vita e le sue sfide quotidiane, ma pochi hanno scelto in modo consapevole quale sia.  Seguendo i principi della filosofia zen condivisi oggi, potrai  utilizzare uno degli atteggiamenti più efficaci per gestire al meglio le piccole o grandi vicissitudini che incontrerai nella tua vita.
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