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Alla scoperta dell’Invisibile…. che dà senso alle cose attorno a noi

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Alla scoperta dell’Invisibile…. che dà senso alle cose attorno a noi
Parlavo, in un mio precedente articolo, di “Cosa è la Realtà”.
Ora è bello estendere il discorso allo spirituale, a quella che chiamiamo “Realtà Sottile”, vale a dire quella Realtà che appare al di là della fisicità, e che è qualcosa che supera la stessa, o che con la stessa non possiamo percepire.
Ma, forse, è proprio di quella realtà invisibile che ci porta a vedere le cose sotto un’ottica completamente differente. In tutti i possibili campi della conoscenza.
E sarà bello dare un’occhiata a tutto ciò, per cercare di capire quel “Mondo Impercettibile”, impalpabile,che però è ricco di sostanza e di bellezza.
Cominciamo dalla Musica. Udire dei suoni è sicuramente una cosa bellissima. Il suono è fortemente legato alla materia: infatti, per propagarsi, ha bisogno di un mezzo fisico, caratteristica questa di tutte le onde meccaniche, a cui il suono appartiene.. Senza questo mezzo, il suono non si propaga.Al contrario della luce, che invece, essendo un’onda elettromagnetica, si propaga invece meglio nel vuoto che in un mezzo fisico.
Quello su cui però è interessante soffermarsi è che il suono si propaga nella materia in maniera piuttosto diversa da quella che crediamo sia.
Quando noi pensiamo ad un’onda, pensiamo ad un’onda molto semplice, la classica “sinusoide”, nota credo a molti di voi.
Se, però, vediamo un’onda sonora, questa è molto diversa da quell’onda, e ci appare molto più complessa.
Come mai? Il motivo è che questo suono è composto, in realtà, da più suoni che si sommano. Questi suoni si chiamano “armoniche” (o “armonici”).
Di cosa si tratta? Per spiegarlo, pensiamo ad uno strumento che emette la nota “Do”. Questa nota ci appare come una nota sola. In realtà, questa nota è formata da più suoni, di cui udiamo solo la nota Do.
Tuttavia, questa nota contiene anche altri suoni: soltanto, di intensità troppo bassa per essere uditi. Questi suoni sono appunto le armoniche.
Si tratta, quindi, di suoni che non udiamo.
Tuttavia, sono proprio questi suoni inudibili a fornire alla musica la sua ricchezza e la sua bellezza.
Se, infatti, osserviamo l’onda relativa ad un Do emesso a un flauto o da un violoncello, vedremo che la forma delle vibrazioni è diversa. Eppure è la stessa nota.
La differenza la fanno le armoniche, o, meglio, la loro intensità. Infatti, tutti i suoni hanno le stesse armoniche (le armoniche di un Do ad una certa frequenza, ad esempio, sono le stesse in qualsiasi modo questo suono venga emesso, perchP sono connaturate con quella frequenza sonora), ma ad intensità differente. E’ proprio questa intensità che costituisce la qualità del suono stesso, detta “Timbro”.

Questo fatto non ha mai mancato di meravigliarmi, e di suscitare in me stupore. Quanto sopra, infatti, afferma che, nel suono, la qualità del suono stesso è dato da quella componente del suono che noi non udiamo.
E tutto ciò, almeno a livello formale, deriva dall’intuizione di scomporre un’onda complessa in somma di onde semplici, le “sinusoidi” di cui parlavo poco fa. L’idea è quella venuta al matematico francese Jean Baptiste Joseph Fourier (1768- 1830), il quale ha elaborato la sua nota “Serie di Fourier”, che permette appunto questa scomposizione.
Mai come in questo caso, l’Invisibile prende forma, e diventa la bellezza della Musica stessa.
Seguendo alcune tecniche, con la voce è possibile vocalizzare in modo tale da far sentire gli armonici nel suono, riuscendo anche ad emettere due o più suoni contemporaneamente (la stessa Giuni Russo parlava di “Trifonie dei Mongoli”). Una delle massime esperte europee, e credo mondiali, di questa tecnica è la tedesca Anna Maria Hefele, che ha anche un sito Web, oltre ad un Canale Youtube, con interessanti ed istruttivi video.
I suoni armonici possono avere anche un grandissimo potere terapeutico, come ad esempio evidenziato nell’opera dello statunitense Jonathan Goldman, che ne ha parlato in un suo libro: “Healing Sounds, the power of Harmonics”, tradotto in italiano con il titolo: “Il potere di guarigione dei suoni: come utilizzare gli armonici vocali per creare equilibrio, armonia e salute”.
Passando al fisico, come sappiamo, molte cose non le percepiamo, perché sono fuori dal nostro campo visivo.
Immaginiamo quindi di vedere una persona. Vediamo una forma fisica, definita nello spazio.
Tuttavia, se potessimo vedere oltre, se potessimo vedere di più, percepiremmo qualcosa che avvolge il corpo: una specie di alone luminoso esterno al corpo stesso.
Questo alone si chiama “Aura”. Chi la riesce a percepire, vede attorno al corpo come un alone colorato. I colori di quello che viene percepito possono significare diverse cose anche sullo stato d’animo della persona, e della sua personalità.
Le “aure”, con il nome espresso al maschile, denominano i cosiddetti “corpi sottili”.
Si tratta di strutture energetiche che circondano il corpo fisico. E che sono invisibili ai più, tranne che a quelle persone che, in qualche modo, possono leggere queste auree, avendo la facoltà di poterle vedere.
Alcuni supporti fisici, come gli apparecchi fotografici, possono però essere più sensibili dell’occhio umano (esattamente come con un registratore possiamo percepire suoni che non possiamo sentire con le sole orecchie), e arrivare quindi a fotografare anche le aure. E’ il caso della cosiddetta “Foto Kirlian”, ideata dal russo Semyon Davidovich Kirlian (1898 – 1978), il quale scoprì questa tecnica per caso nel 1939.
Questi corpi sottili (li chiameremo così, da ora in avanti) non sono però semplicemente delle strutture rappresentabili e rappresentate con colori. Queste strutture sono fatte in maniera molto simile a quella del corpo fisico. E, in diversi casi, possiamo affermare che le strutture fisiche hanno un corrispettivo “sottile” che le rappresenta.
Il Buddhismo Tibetano spiega molto bene le strutture dei corpi sottili. Questi hanno, come corrispettivo delle vene, le cosiddette “Nadi”. Al loro interno scorre il “Prana”, corrispondente al sangue del Corpo Fisico.
La Nadi principali sono tre: Pingala, Ida e Avadhuti. Queste si possono vedere molto bene sul simbolo delle farmacie, dove la Avadhuti è quella centrale.
Le Nadi si incontrano nei Chakra: quelli principali sono sette. Sono corrispondenti alle Ghiandole Endocrine del corpo fisico.
Possiamo affermare, qui, due cose che sono, secondo me, fondamentali: la prima è che vi è piena corrispondenza tra malfunzionamenti a livello di corpi sottili e malfunzionamenti a livello del corpo fisico, mentre la seconda è che, verosimilmente, le malattie nascono prima a livello sottile, e poi si propagano nel corpo fisico.
Di questo parleremo più in dettaglio in un prossimo articolo, dove sarà interessante occuparci di benessere a tutti i livelli.
Credo che già sin da questo momento, però, si possa capire molto bene come un discorso di tipo “Olistico” implichi il considerare la persona anche come corpi sottili, e non solo come corpo fisico. Lavorando, quindi, anche sugli squilibri a questo livello: squilibri che, solitamente, hanno forti ripercussioni anche a livello fisico.
Ma quanti sono questi “Corpi Sottili”?
Il loro numero non è indicato in maniera univoca in tutte le Tradizioni Spirituali. Se, ad esempio, ci portiamo verso le Tradizioni legate al Mondo Induista, i corpi sono indicati come 5: Fisico, Astrale, Causale Super Causale e Divino (Sach Khand).
Se invece ci spostiamo alla Teosofia, questi divengono sette: Fisico, Eterico, Astrale, Mentale, Causale, Atmico e Buddhico. In questo caso, questi corpi sottili sono tanti quanti i chakra principali.
La dimensione dei corpi sottili è variabile: dai pochi centimetri attorno al corpo di quello Eterico, sino ai tre metri circa di quello causale, e oltre per gli altri corpi.
Quanto appena esposto ci dice che il contatto tra le persone va ben al di là del semplice contatto fisico. E che, davvero, anche solo avvicinandosi ad una persona, si “entra in contatto” con lei.
Ma questi corpi sottili possono essere, in qualche modo, assimilati alla Materia?
Gli studi della cosiddetta “Medicina Vibrazionale” paiono esprimersi in questo senso.
Infatti, secondo la Medicina Vibrazionale, i Corpi Sottili sono composti da materia che vibra più velocemente della luce.
In tal modo, l’entropia, grandezza fisica che esprime il grado di disordine molecolare, è negativa.
Per comprendere meglio questo fatto va ricordato che l’entropia è, in un Sistema Chiuso, sempre crescente. Noi, ad esempio,possiamo vedere un bicchiere che cade per terra e si rompe, ma non credo che potremmo vedere un bicchiere caduto per terra e rotto tornare sul tavolo, coi suoi cocci che si ricompongono!
Se aumentiamo la vibrazione della materia oltre la velocità della luce, invece, l’Entropia si inverte: questo vuol dire che tutto non va più verso il disordine, ma verso l’ordine.
Infatti, nella Medicina Vibrazionale, i Corpi Sottili sono definiti come delle “guide energetiche” che dicono alle cellule del corpo come devono posizionarsi e, verosimilmente, anche come devono comportarsi.
Con la morte fisica si ha il distacco irreversibile dei corpi sottili dal corpo fisico. Per questo gli unici processi attivi sono quelli “catabolici” (di degenerazione) e il corpo, di conseguenza, si decompone.
Sempre secondo questa Medicina, i vari Corpi Sottili hanno una struttura definita ad “ottave del pianoforte”: vale a dire che ogni corpo sottile è composto di materia che vibra a frequenza doppia di quella del precedente.
Questo modello riporta molto bene la spiritualità alla fisicità.Mostrando che, in qualche modo, quello che chiamiamo “spirituale” è spesso qualcosa di materiale, semplicemente a frequenza differente.
Insomma: pare che si possa costruire una sorta di “Materialismo Spirituale”. Due termini che paiono in contraddizione ma che qui potrebbero trovare il loro collegamento.
In fondo, se tutto è vibrazione, lo spirituale si distingue dal materiale solo per la sua frequenza.
E questo apre, sulla realtà, prospettive completamente diverse.
Che sarà bello continuare ad approfondire ed esplorare, per scoprire sempre di più su quello che davvero siamo.

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