7 Stanze Segrete Nascoste in Posti Famosi - esoterismo,filosofia,ricette del benessere,yoga,spiritualità,buddhismo,meditazione,benessere dell'anima,risveglio,alieni e fantasmi

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7 Stanze Segrete Nascoste in Posti Famosi

7 stanze segrete "nascoste" all'interno di monumenti famosi
LA STATUA DELLA LIBERTÀ
Se l'avete visitata vi sarete accorti di non poter salire più in alto della corona. Ma non è stato sempre così: fino al 30 giugno 1916, i visitatori potevano accedere a una stanza nella torcia. Ma quando spie tedesche fecero esplodere un deposito di munizioni nell'isola di Black Tom, nei pressi di Ellis Island, la deflagrazione fu così violenta da proiettare i detriti contro il braccio della Statua della Libertà, rendendo il percorso alla stanza interna della torcia non più sicuro. E così la stanza venne chiusa.
Lo sapevate? 20 curiosità sulla Statua della Libertà
1) Il 17 giugno 1885 la Statua della Libertà arriva a New York: i 300 pezzi di rame della statua sono contenuti in 214 casse stipate sulla nave francese Isere, che quasi affonda nel mare in tempesta. Era un dono della Francia in occasione del primo centenario dell’indipendenza americana dagli inglesi.
2) Lo scheletro metallico è di Gustave Eiffel, l’autore della omonima torre
3) La parte scultorea è opera di Frederic Auguste Bartholdi che per il volto si ispira a quello della madre Charlotte
4) Il vero nome della statua, monumento simbolo di New York e degli Stati Uniti d'America, è Liberty Enlightening the World (La Liberté éclairant le monde).
5) La testa era già stata esposta in occasione dell'Expo di Parigi nel 1878.
6) La figura rappresentata è Libertas, la dea romana della Libertà, riconoscibile anche dall'abito, che se fosse realmente realizzato richiederebbe quasi 3500 metri di stoffa.
7) I piedi della Statua, non visibili ai visitatori, calpestano una catena (simbolo dell'oppressione). I sandali che indossa sono lunghi circa 7,6 metri, pari a un 879 di numero di scarpa.
8) In mano ha una tavola sulla quale è riportata la Data della Dichiarazione di Indipendenza Americana (4 Luglio 1776) in numeri romani (che rappresentano la legge).
9) La corona ha sette punte che rappresentano i sette mari o i sette continenti, decorata con 25 gemme (le finestre).
10) La torcia rappresenta la luce della libertà dopo l'oppressione. L'originale è stata sostituita nel 1984 con una ricoperta d'oro.  
11) La statua ha funzionato come un faro per 16 anni dal 1886 al 1902.  
12) All'interno del piedistallo c'è una targa di bronzo con inciso sopra il sonetto The New Colossus della poetessa Emma Lazarus.
13) Il colore verde di Lady Liberty, che un tempo era marrone, è dovuto alla salsedine che ha ossidato il rame. Nel 1906 la statua era già completamente ricoperta dalla patina spessa circa 2,5 cm.
14) Dopo l'11 settembre, l’os­servatorio situato nella corona della Statua della Libertà è stato chiuso per 8 anni.
15) Andy Warhol dipinse varie versioni della Statua. Quella 3D è stata venduta a una cifra record
16) Lady Liberty viene "distrutta" nei film: Independence Day, The Day After Tomorrow e Il pianeta delle scimmie
17) L'epic fail. Nel 2011 le Poste americane hanno stampato un francobollo dedicato alla Statua della Libertà raffigurante il monumento e la bandiera americana. La foto della statua non è però di quella originale, bensì della copia in mostra a Las Vegas. Nonostante l'errorre non si è proceduto a ristampa.
18) La statua è alta 46,84 metri, 93 metri se si considera anche il piedistallo. È la 27 ma statua più alta del mondo e la più alta degli Stati Uniti.
19) La testa è lunga 5,26 metri e larga 3,05 metri. La distanza tra gli occhi è 0,76 metri e la bocca misura 0,91 metri. La sua mano è lunga circa 5 metri, e il dito indice circa 2,33 metri. I sandali sono lunghi 7,6 metri. Lady Liberty pesa 225 tonnellate, 90 sono di rame e 125 sono di acciaio.
20) Per arrivare sulla corona si devono salire 354 gradini. Ogni anno la visitano circa 4 milioni di turisti -
LA TORRE EIFFEL
Quando Gustav Eiffel progettò la Torre più famosa del mondo, pensò bene di realizzare un appartamento segreto nel suo livello più alto, a cui potesse avere accesso solo lui o ospitare visitatori importanti. Recentemente l'appartamentino è stato aperto al pubblico, che viene accolto dalle statue di cera di Eiffel, di sua figlia Claire e dell’inventore Thomas Edison.
La "Tour Eiffel" è il simbolo di Parigi, chiamata così dal nome del suo progettista, l'ingegnere Gustave Eiffel.

La struttura fu costruita in meno di due anni, dal 1887 al 1889, in occasione dell'"Exposition Universelle" con lo scopo di commemorare il centenario della Rivoluzione Francese.
Il monumento con i suoi 320 mt. di altezza ha mantenuto il record di costruzione più alta del mondo fino al 1930, anno in cui fu completato il Chrysler Building di New York. Inizialmente Eiffel aveva avuto il permesso di lasciare in piedi la Torre per soli 20 anni, ma vista la sua utilità per motivi di comunicazione e come laboratorio per studi scientifici gli fu dato il permesso di lasciarla in piedi.
Lo stesso progettista contribuì da allora a tali ricerche che si conclusero con l'installazione di un barometro, un parafulmine o un apparecchio per la radiotelegrafia. Eiffel, che non aveva altra ambizione se non quella di celebrare con questa costruzione i progressi della tecnica, si sentì presto obbligato a trovare delle utilità scientifiche alla sua Torre, come misure meteorologiche, analisi dell'aria oppure esperienze come quella di Foucault.
Il solo materiale utilizzato per la costruzione della Torre Eiffel è il ferro che venne eretto a forma di croce in più di 18.000 pezzi, fissati tra loro con circa 5.000.000 di bulloni.
La forma imponente e la robustezza dei materiali la fanno pesare circa 10.000 tonnellate. Per il suo mantenimento però servono anche 50 tonnellate di vernice ogni 7 anni.
A seconda della temperatura ambientale l'altezza della Torre può variare di diversi centimetri a causa della dilatazione del metallo (sino a 15 cm. più alta durante le calure estive).
Nelle giornate ventose sulla cima della Torre si possono verificare oscillazioni anche di 12 cm. Nel 1898 Eiffel permise a Eugène Ducretet di effettuare esperimenti di telegrafia senza fili tra la Torre e il Pantheon. Fu così che la "Tour Eiffel" permise di comunicare con le navi da guerra e con i dirigibili, oltre che di intercettare i messaggi del nemico.
Nel 1909 la Torre Eiffel rischiò di essere demolita perché contestata dall'elite artistica e letteraria della città. Fortunatamente fu risparmiata unicamente perché si rivelò una piattaforma ideale per le antenne di trasmissione necessarie alla nuova scienza della radiotelegrafia.
Oggi è generalmente considerata uno degli esempi di arte architettonica più straordinari del mondo.La forma imponente e la robustezza dei materiali la fanno pesare circa 10.000 tonnellate. Per il suo mantenimento però servono anche 50 tonnellate di vernice ogni 7 anni.
A seconda della temperatura ambientale l'altezza della Torre può variare di diversi centimetri a causa della dilatazione del metallo (sino a 15 cm. più alta durante le calure estive).
Nelle giornate ventose sulla cima della Torre si possono verificare oscillazioni anche di 12 cm. Nel 1898 Eiffel permise a Eugène Ducretet di effettuare esperimenti di telegrafia senza fili tra la Torre e il Pantheon. Fu così che la "Tour Eiffel" permise di comunicare con le navi da guerra e con i dirigibili, oltre che di intercettare i messaggi del nemico.
Nel 1909 la Torre Eiffel rischiò di essere demolita perché contestata dall'elite artistica e letteraria della città. Fortunatamente fu risparmiata unicamente perché si rivelò una piattaforma ideale per le antenne di trasmissione necessarie alla nuova scienza della radiotelegrafia.
Oggi è generalmente considerata uno degli esempi di arte architettonica più straordinari del mondo.
La Torre Eiffel è
illuminata da oltre 350 proiettori di 1000 watt cad
., mentre la sera scintilla con oltre 22.000 lampadine e 900 luci di festa. L'idea di far scintillare la torre è stato pensata per festeggiare il passaggio all'anno 2000. La società, "
Scieté Nouvelle d'Exploitation de la Tour Eiffel
", che cura la manutenzione della Torre ha regalato ai parigini la possibilità di vederla brillare tutte le sere. Per salire fino in cima vi sono due possibilità: i
1665 scalini
oppure due ascensori trasparenti. La struttura è divisa in tre livelli aperti al pubblico, raggiungibili sia con l'
ascensore
sia con le scale. A sud-est della torre si allunga una distesa erbosa da cui un tempo partivano i primi voli in mongolfiera.
IL MONTE RUSHMORE
Il monumento con le sculture di 4 presidenti americani (da sinistra a destra: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt and Abraham Lincoln) è uno dei punti di riferimento più riconoscibili degli Stati Uniti, ma pochi sanno che dietro il granito scolpito raffigurante la testa di Lincoln c’è una sala nascosta. Lo scultore Gutzon Borglum fu autorizzato a realizzare una sala nascosta che raccogliesse la storia degli Stati Uniti attraverso i documenti e altre memorabilia. Ma la sua morte prematura ha fatto sì che il progetto subisse uno stop, fino alla fine degli anni '90, quando la stanza segreta è stata completata con diversi pannelli di porcellana. Purtroppo è in un posto irraggiungibile e così per i visitatori resta ancora un mistero.
Ci sono monumenti che diventano delle vere e proprie icone, dei simboli che identificano una nazione, con la sua aspirazione verso la libertà e il suo desiderio di celebrare la propria storia e tradizione. L’impressionante e ardita scultura del
Monte Rushmore, con i volti dei famosi quattro presidenti USA scolpiti sulla roccia, rientra senza dubbio in questa categoria; raramente infatti un monumento può essere associato così facilmente allo spirito di una nazione, gli Stati Uniti d’America appunto.
Se la fama del Monte Rushmore è indiscussa, meno lo è la sua ubicazione, piuttosto decentrata rispetto alle principali mete turistiche USA (siamo infatti ben lontani dalla California o dai dintorni di New York), eppure a ben guardare piena di attrazioni e meraviglie naturali. Questo spettacolare monumento si trova infatti nello Stato del South Dakota, sul massiccio montuoso delle Black Hills, nei pressi della città di Rapid City
Di certo, per farsi venire in mente un progetto come il Monte Rushmore (il cui nome deriva dall’avvocato newyorchese
Charles E. Rushmore, che c’entra ben poco con la costruzione) ci vuole un intelletto come minimo visionario, al limite fra arditezza e follia. A tale profilo corrisponde il nome di Doane Robinson, uno storico a cui fu chiesto di pensare a qualcosa per accrescere il potenziale turistico della zona e a quanto pare il personaggio non amava le idee banali, né tantomeno le cose semplici.
14 anni di lavoro (dal 1927 al 1941), supervisionati dall’architetto Gutzon Borglum, in condizioni precarie e anche piuttosto pericolose per i 400 operai coinvolti, che si destreggiarono fra attività di perforazione, levigazione ed esplosioni dinamitarde (per fortuna non ci rimise la pelle nessuno) per far sì che venissero stampate sulla parete di granito i volti dei 4 presidenti più amati d’America: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln (in ordine partendo da sinistra).
Un progetto di proporzioni colossali, che in origine doveva prevedere anche i busti, ma che già così è decisamente impressionante, basti pensare che le facce dei presidenti sono alte più di 18 metri.

Come visitare Monte Rushmore?
Veniamo adesso a come pianificare una visita: le cose da vedere, come arrivare al monumento, le informazioni su ingresso e orari, i consigli per l’alloggio e qualche curiosità.

Cosa vedere al Monte Rushmore?
Ovviamente, la cosa principale da vedere è il monumento stesso: a una vista ravvicinata non potrete non subire il fascino e l’impatto dei 4 presidenti che ammirano l’orizzonte. Il modo migliore per godersi la gigantesca scultura nella roccia è il Presidential Trail, un bel sentiero circolare che include l’accesso allo studio degli scultori (Sculptor’s Studios), dove scoprirete come venne realizzato il monumento. Fate un salto anche al Lincoln Borglum Visitor Center
, per godervi un filmato di 14 minuti sulla storia del Monte Rushmore. In 1 ora potete godervi tranquillamente tutto.
Se invece avete più tempo, prendete parte ai vari tour (molti sono gratuiti) messi a disposizione dai ranger del parco. Nei dintorni poi c’è molto da vedere: a partire dalla terza caverna più lunga del mondo (Jewel Cave National Monument) fino a un bizzarro monolite caro ai fan di film di fantascienza (Devils Tower), passando per Wind Cave National Park
Non mancate anche di fare una visita a Crazy Horse Memorial, un altra ardita scultura sulle Black Hills (ancora in fase di costruzione) che promette di diventare la più grande scultura in roccia mai costruita.


Monte Rushmore come arrivare, ingresso e orari
Sulla I-90 uscite a Rapid City e seguite la Highway 16 SouthWest fino a Keystone e poi la Highway 244 fino a Mount Rushmore National Memorial. Se venite da sud seguite l’autostrada 385 North fino alla Highway 244. La strada in salita è lunga circa 5km ed è panoramica, durante la guida potrete già scorgere i volti dei presidenti.
L’ingresso al monumento è gratuito, ma dovrete pagare il parcheggio (11 dollari). Il parco è aperto dalle 8 alle 22 in estate e fino alle 17 durante il resto dell’anno. A una ventina di minuti trovate anche il Rapid City Regional Airport.

Dritte su dove dormire
Non ci sono hotel o possibilità di pernottamento nel parco, ma non è un grosso problema visto la vicinanza di queste 2 interessanti città:
Rapid City (30 minuti)
Si tratta del capoluogo della regione, un’interessante cittadina facilmente visitabile a piedi con un centro affascinante pieno di case dai caratteristici mattoni rossi, negozi e ristoranti.
STAZIONE CENTRALE DI MILANO
Disegnato da Ulisse Stacchini e inaugurato nel 1931 per accogliere la famiglia Savoia, il Padiglione Reale della Stazione Centrale di Milano è ben più che una stanza: si sviluppa su 2 piani ed è costituito da due sale, quella Reale e quella delle Armi, unite da un importante e scenografico. Viene aperto soltanto durante le giornate del FAI quando è possibile ammirare i pavimenti intarsiati, mosaici e decorazioni marmoree recentemente restaurate. Dal padiglione si accede direttamente al binario 21, della stazione, un’area al di sotto dei binari ferroviari ordinari, dove oggi c’è Il Memoriale della Shoah di Milano.
Milano Centrale è la seconda stazione italiana per grandezza e volume di traffico, accoglie circa 600 treni al giorno, due linee della metropolitana, il vicino Passante Ferroviario, il terminal di diverse linee di autobus e tram urbani, le navette per gli aeroporti ed è utilizzata ogni giorno da più di 320mila persone, per un totale di 120 milioni l’anno. Si trova in piazza Duca d'Aosta, tra piazza Luigi di Savoia e piazza IV Novembre, in pieno centro città.

Fino al
1850
la città di Milano era servita da due stazioni ferroviarie non collegate tra loro:
Milano Porta Nuova
e
Milano Porta Tosa
, poste al termine di due linee distinte, una diretta a Monza e l’altra a Venezia, e situate fuori della città. Tra il 1885 e il 1891 la linea ferroviaria milanese venne dotata di una circonvallazione per collegare le linee confluenti a Porta Sempione, Rogoredo, Porta Romana e Porta Garibaldi. Ma il traffico ferrato della città di Milano risultò presto inadeguato all’aumento del pubblico viaggiante.


Il 15 gennaio
1906
venne indetto il
concorso
per la costruzione della nuova stazione, al quale parteciparono i principali architetti cittadini presentando progetti in linea con le tendenze del classicismo e dell’eclettismo allora più diffuse, proponendo ampie cupole e monumentali decorazioni. Venne selezionato il progetto dall’architetto Cantoni, ma non fu realizzato; sei anni dopo l’amministrazione pubblica organizzò una nuova gara e vinse il progetto dell’architetto
Ulisse Stacchini.
L’immagine monumentale era sostenuta da una forte ornamentazione fatta di corone, festoni e motivi geometrici astratti. Dal progetto del 1912 alla variante del 1915, furono eliminate torri, statue, orologi, festoni e quadrighe, secondo i criteri di austerità che caratterizzavano l’Italia di Giolitti.


L’
approvazione definitiva
del progetto di Stacchini avvenne nel
1924
. Al mutato clima politico dell’epoca corrisposero nuove esigenze architettoniche e una riorganizzazione delle scelte decorative. Tra le varianti va ricordata la sostituzione delle pensiline sui binari previste nel progetto originario e l’introduzione delle grandi tettoie in ferro realizzate secondo il progetto dell’ingegnere Alberto Fava. La luce libera dell’arcata principale raggiunge i 72 metri ed è la più grande realizzata in Italia, le tettoie raggiungono una lunghezza di 341 metri, coprendo un'area di 66.500 mq. Nel maggio del
1931
la Stazione viene finalmente
inaugurata
.


Dopo un decennio cominciano ad evidenziarsi difficoltà nel raggiungimento delle biglietterie da parte dei mezzi carrabili e dei binari da parte degli utenti. Nel 1942 l’architetto Mario Palanti ipotizza una soluzione mediante l’inserimento di rampe pedonali e carrabili che dalla piazza Andrea Doria raggiungono direttamente la galleria di testa. Nel
1952
viene indetto
un altro
concorso
per la risoluzione degli accessi alla Stazione Centrale di Milano destinato a non fornire alcun esito. In questa occasione, nel
1955
, le FS avviano autonomamente un
progetto per la realizzazione delle scale mobili
che collegano il salone delle biglietterie con la galleria di testa. A questo scopo viene introdotta una nuova bucatura, stilisticamente identica alle originarie, nell’atrio della biglietteria centrale, interrompendo il fronte continuo delle biglietterie e menomando il rapporto altezza-larghezza degli scaloni laterali. In epoca recente la stazione subisce ulteriori modifiche. Tra gli interventi si ricorda la creazione di nuove scale mobili laterali, di uno spazio di attesa soprelevato posto a cavallo tra la galleria centrale e il marciapiede di testa, attrezzato con elementi di arredo; infine, la costruzione di box di servizio e di carattere commerciale, installati in occasione dei mondiali del 1990 nella galleria di testa, che hanno compromesso la leggibilità e l’assetto degli ambienti storici.



VISITA IL SITO DELLA STAZIONE:
http://www.milanocentrale.it/it/

L’EMPIRE STATE BUILDING
Il punto più alto del celebre grattacielo costruito durante la Grande Depressione è il piano 102, da cui si coglie la Grande Mela dietro robuste finestre, che garantiscono la sicurezza dei visitatori. In realtà però c'è un livello segreto ancora superiore, dove c'è un balconcino la cui unica protezione è una ringhiera: questo spiega perché il livello 103 non sia facilmente accessibile ai turisti.
L’Empire State Building, ovvero, il “classicone” di New York. Chi lo definisce una trappola per turisti visto il prezzo del biglietto d’ingresso e le lunghe code da fare, chi invece ritiene che andare a New York senza salire sulla sua terrazza panoramica sia un vero e proprio peccato. Comunque la pensiate, l’Empire State Building è uno dei simboli di New York (e, per estensione, d’America) più famosi al mondo. E noi vogliamo darvi qualche dritta in più su questa meraviglia architettonica.
La sua storia
L’ESB fu costruito in piena Grande Depressione in un anno e 45 giorni, ed inaugurato nel 1931. In quel periodogli venne affibbiato il soprannome di Empty State Building, poiché affittare gli spazi al suo interno, vista la situazione economica, era piuttosto difficile.

Per quarant’anni (ovvero fino alla costruzione delle Twin Towers) l’Empire ha mantenuto il primato di edificio più alto della città, primato che ha tristemente ri-guadagnato dal settembre 2001. Lo stile architettonico è Art Déco, e si dice che per la sua forma ci si sia ispirati ad una matita.
All’inizio della sua storia l’ESB sarebbe dovuto essere una piattaforma di atterraggio per dirigibili, mezzo di trasporto che negli anni ’30 si pensava sarebbe divenuto molto popolare. In realtà, la carriera di attracco per zeppelin del grattacielo durò solo 3 minuti: nell’unico atterraggio effettuato infatti si comprese che i venti erano troppo forti a quelle altezze per permettere lo sbarco in sicurezza.
Oggi, oltre a essere la sede di tantissime aziende finanziarie, della moda, radiofoniche e televisive, l’Empire è conosciuto soprattutto come attrazione turistica: dalle sue piattaforme panoramiche all’86esimo e 102esimo piano è infatti possibile vedere New York a 360° e, nelle giornate più limpide, spingere lo sguardo fino a 120 km all’orizzonte.
Un po’ di numeri
L’Empire è un colosso la cui base occupa un intero block, tra la 33esima e la 34esima strada di Manhattan sulla 5 Avenue ed ha un suo zip code, che è il 10118. E’ alto 443 metri antenna compresa, come un’ottantina di taxi messi in fila uno dietro l’altro.

Si è calcolato che pesi almeno 370.000 tonnellate, che abbia 6.500 finestre e che se lo spazio delle sue 15.000 stanze fosse distribuito orizzontalmente occuperebbe ben 21 blocks. Al suo interno ci sono 79 ascensori, ed in media per raggiungere l’80esimo piano si impiega poco più di un minuto, un tempo brevissimo se paragonato alla media di due ore d’attesa per poter accedere alla terrazza panoramica.
Cosa succede nell’Empire?
Su per le scale! Dal 1978 viene organizzata la Run Up, ovvero la corsa per tower runners su per i 1576 gradini fino all’86esimo piano del grattacielo. Oggi il record è detenuto da un ciclista australiano che li ha percorsi in soli 9 minuti e 33 secondi.
Matrimonio on Valentine’s Day
Ogni anno, a San Valentino, l’Empire è il luogo in cui tante coppie decidono di sposarsi. Se volete anche voi dire sì a 370 metri di altezza, compilate una domanda nella quale specificate perché volete sposarvi sul grattacielo: per coloro che daranno le risposte più originali si apriranno le porte dell’80esimo piano.

I Colori dell’Empire
Nelle occasioni speciali la “testa dell’Empire” cambia colore. Ve ne abbiamo parlato qui. Memorabile il colore blu utilizzato alla morte di Frank Sinatra (Ol’ Blue Eyes) nel 1998.
Il lato oscuro dell’ESB
L’aspetto austero e freddo dell’Empire è innegabile: questo forse anche a causa di alcuni fatti di cronaca nera che negli anni si sono verificati al suo interno.
I suicidi
Sono almeno trenta le persone che hanno deciso di farla finita gettandosi dall’ESB dal 1931 ad oggi; il caso più famoso è di certo quello di Evelyn McHale che a 23 anni si lanciò dalla terrazza dell’86esimo piano atterrando su una limousine parcheggiata sotto. Il fotografo Robert Wiles immortalò il suo corpo che rimase incredibilmente intatto: la foto fu pubblicata su Life Magazine con il titolo “The Most Beautiful Suicide”.

Incredibile fu invece il tentato suicidio di Elvita Adams, che si lanciò sempre dall’86esimo piano per poi essere spinta dal vento dentro all’85esimo, fratturandosi un fianco. Nomen omen?
Lo schianto aereo
Nel luglio del 1945 un piccolo aeroplano con pilota e due passeggeri a bordo si schiantò tra il 79esimo ed l’80esimo piano dell’ESB uccidendo 14 persone e ferendone molte altre. Tra queste ultime Betty Lou Oliver, addetta all’ascensore che precipitò per ben 75 piani e si salvò, entrando di buon diritto nel Guinness dei primati con la caduta più lunga all’’interno di un ascensore.

La Sparatoria
Ultima in ordine temporale, la sparatoria del 1997: un uomo sparò a 7 persone sulla terrazza panoramica; ne uccise una poi si suicidò.
Attenzione alle auto!
Su un piano meno serio, sembra che il grattacielo si trovi all’interno di un vero e proprio triangolo automobilistico delle bermuda: nel raggio di 5 blocks intorno all’Empire, molte macchine parcheggiate… muoiono. Le testimonianze dei portieri dei palazzi circostanti all’ESB riportano infatti di macchine che arrivano nell’area e non si accendono più. Molti indicano l’antenna dell’Empire come causa di questi guasti; il consiglio è, allora, andateci in metro!
TRAFALGAR SQUARE, LONDRA
Nel 1926 il regno Unito fu attraversato da numerosi scioperi e manifestazioni. Per osservare le folle nella capitale in incognito (allora non esistevano le telecamere di sicurezza) la polizia londinese ricavò un piccolo ripostiglio in un lampione ornamentale della celebre piazza di Trafalgar Square. Al suo interno potevano stare due agenti. La piccola stazione di polizia aveva una linea telefonica per parlare direttamente con Scotland Yard e un lampeggiante per indicare una situazione di emergenza agli ufficiali di passaggio. Oggi la stazione viene usata come ripostiglio.
La centralissima Trafalgar Square è uno dei simboli della capitale inglese. Una visita a Londra, senza passare di qui e soffermarsi ad ammirarne la bellezza, sarebbe incompleta. Costruita per la commemorazione della battaglia di Trafalgar (1805) dove l'ammiraglio Horatio Nelson sconfisse le flotte di Francia e di Spagna, oggi questa piazza ha come simbolo la Nelson's Column, la colonna di 30 metri sulla cui cima c'è la statua di Nelson con lo sguardo verso Westminster.

LE CASCATE DEL NIAGARA
Chiudiamo questo giro del mondo tra i luoghi nascosti con un anfratto che non è proprio una stanza. I Seneca, un gruppo di nativi americani del nord America hanno ribattezzato caverna degli spiriti malvagi una cava nascosta nei pressi delle cascate più famose del mondo. Secondo la leggenda, la grotta fu chiamata così dopo che lo spirito maligno vi fu intrappolato. Ancora oggi, la leggenda della grotta si diffonde attraverso il passaparola, benché giudicando dai graffiti e dalla pletora di bottiglie di birra vuote, non tutti la prendono molto sul serio. O comunque se uno spirito c'è, è uno spirito molto socievole.
Cascate del Niagara: dove sono, come raggiungerle, i tour e cosa vedere
Una guida alle cascate del Niagara: dove sono, come raggiungerle, i tour disponibili e le cose da vedere. Tutto quello che dovete sapere per scoprire le più note cascate del pianeta!


Nel mondo ci sono centinaia di migliaia di cascate, ma non si può negare che le più famose sulla faccia del pianeta siano quelle del Niagara. Merito, e come potrebbe essere altrimenti, del cinema: nel 1953 il film Niagara con Marilyn Monroe rese le omonime cascate note al grande pubblico e questo contribuì a farle diventare una meta turistica per chiunque e non solo per gli abitanti di Stati Uniti e Canada. Sì perché fino ad allora erano stati soprattutto i cittadini dei due stati nordamericani ad apprezzarle, data la posizione "sul confine" del corso d'acqua in questione.

Dove sono le cascate le Niagara e come raggiungerle
Le cascate del Niagara si trovano a metà fra Stati Uniti e Canada, nella zona nord-est del continente americano.
Le città più vicine sono Buffalo negli USA e St. Catharines nel Canada, ma non è difficile raggiungere il luogo da due metropoli poco distanti: da New York alle cascate del Niagara ci sono 650 km di distanza, nemmeno troppo per le medie americane. In auto si raggiungono facilmente, ma esistono anche numerosi viaggi organizzati in autobus che permettono di ammirare con calma il panorama dello stato di New York.
Invece, da Toronto alle cascate del Niagara la distanza è minore: solo 130 km che si possono affrontare in un'ora e mezza di auto o anche con il treno apposito, che ha ben tredici partenze durante ogni singola giornata.

I tour organizzati
Grazie allo sviluppo e alla varietà delle zone circostanti, sono molte le cose da vedere durante un tour delle cascate del Niagara. Ci si può affidare a un percorso organizzato come questo, mentre chi non ha paura di bagnarsi non può perdersi un viaggio in battello.
I tour ufficiali si chiamano Hornblower Niagara Cruises e partono dall'area chiamata Clifton Hills nella zona canadese. Al prezzo di 25 dollari canadesi, potrete vedere tutte e tre le cascate in un viaggio della durata di circa mezz'ora. Non preoccupatevi, la mantella per proteggersi dagli schizzi è compresa nel prezzo!

Le tre cascate
In realtà le cascate sono tre, che nascono tutte dal fiume Niagara. I tre salti d'acqua sono chiamati Horseshoe Falls, American Falls e Bridal Veil Falls. I curiosi nomi sono dovuti all'aspetto delle location: le Horseshoe ("ferro di cavallo" per la loro forma a U) sono le più potenti, mentre Bridal Veil ("velo da sposa", così come appaiono se osservate dal basso) sono le più piccole.
L'altezza delle cascate del Niagara non è così grande rispetto alle altre del mondo. Solo, si fa per dire, 52 metri che rispetto ai 979 metri di quelle più alte del mondo, cioè le Angels Falls in Venezuela, le fanno sembrare molto piccole.

Le isole
Quando si prepara un tour alle cascate del Niagara, bisognerebbe mettere in conto anche una visita alle isole. Vicino alla zona in questione e quindi all'interno del fiume Niagara, ci sono infatti numerose isole. Tutte molto piccole e disabitate, ma alcune di essere possono essere visitate per godere di un nuovo ed esclusivo punto di vista dei salti d'acqua.
Goat Island, Three Sisters Island e Luna Island sono solo alcune delle isole intorno alla zona e le più grandi, come Goat Island, si possono raggiungere con un ponte.
Lato canadese
Vista la loro "duplice nazionalità" le cascate del Niagara si possono osservare da due stati, Canada e Stati Uniti. Potrebbe capitarvi però di avere un attimo di disorientamento: entrambe le città sulla riva si chiamano infatti Niagara Falls.
Quella canadese, che fa parte della regione dell'Ontario, è chiamata la Las Vegas dello stato grazie ai suoi numerosi casino e centri di divertimento. Per chi vuole giocare d'azzardo dopo aver ammirato la natura, ci sono innumerevoli locali con slot-machines e tavoli verdi dove spendere qualche soldo.
Inoltre al centro della città c'è il parco Queen Victoria, rinomato per le composizioni floreali fatte con rose e fiori di narciso che compaiono di volta in volta nei suoi prati. E dopo la flora ci si può dedicare alla fauna visitando il Bird Kingdom, uno dei più grandi zoo ornitologici esistenti con 350 specie di uccelli provenienti da tutto il mondo.

Lato statunitense
La Niagara Falls americana, invece, è più piccola. Qui i turisti possono divertirsi visitando i parchi che circondando la città e che hanno la flora tipica della zona del nord-est americana caratterizzata da alberi come querce e simili.
Con il calare delle notte, si possono osservare la cascate illuminate per l'occasione. Dal tramonto fino a mezzanotte, centinaia di luci colorate fanno risplendere i salti d'acqua, per un colpo d'occhio notevole. Per questo soggiornare in uno degli alberghi proprio di fronte alle cascate potrebbe essere la soluzione migliore.
Se le luci non fossero abbastanza, non perdetevi i fuochi d'artificio delle cascate del Niagara: quasi tutte le sere d'estate alle 22 e d'inverno durante il weekend, i fuochi illuminano la zona. Il punto migliore per osservarli sono il Rainbow Bridge e l'area Prospect Point.


 
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