10 CIBI CHE GUARISCONO DI UNA DOTTRINA CENSURATA - esoterismo,filosofia,ricette del benessere,yoga,spiritualità,buddhismo,meditazione,benessere dell'anima,risveglio,alieni e fantasmi

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10 CIBI CHE GUARISCONO DI UNA DOTTRINA CENSURATA

La Segnatura Rerorum (Firma delle Cose) è un’antica e profonda saggezza che sta venendo censurata di proposito. Essa afferma che tutti i tipi di frutta e verdura seguono un modello che rispecchia gli organi del corpo umano: a seconda dell’organo, la frutta/verdura corrispondente apporterà significativi benefici.


Avete mai notato che alcuni cibi hanno la stessa forma dei nostri organi? Sapete che si possono curare gli organi con cibi che gli somigliano?

Il fatto che nella natura e nei cibi che mangiamo siano contenuti principi attivi contro le malattie o strategie utili per prevenirli è testimoniato anche da una curiosità: in alcuni casi è possibile curare gli organi con cibi che gli assomigliano. Spesso questi cibi possiedono proprietà specifiche in grado di curare proprio quegli organi dalla simile.

Come funziona la Teoria della Segnatura

La dottrina denominata Signatura Rerorum, ovvero “firma delle cose“, ha alla base la convinzione che tutto quello che è presente in natura sia ad uso e consumo dell’uomo, e per questo motivo si narra che Dio per aiutarlo a riconoscere facilmente cosa usare e per cosa usarlo, lasciò una firma, un segno su ogni cosa, facilmente riconoscibile e di immediata riconducibilità all’organo del corpo umano.

La scienza moderna conferma che questa antica dottrina è sorprendentemente accurata. Perché questa conoscenza fondamentale viene lasciata in sordina?

Già nell’antica Cina furono riconosciute queste “firme” infatti vi era una classificazione secondo la quale il colore e il sapore delle piante corrispondesse all’organo che andavano a curare:

Giallo e dolce = milza
Rosso e amaro = cuore
Verde e acido = fegato
Nero e salato = polmoni
Ippocrate disse: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo”. Si dà il caso che molti cibi naturali siano molto simili ad alcuni organi interni e parti del nostro corpo! Negli insegnamenti occulti, (occulto significa semplicemente ciò che è nascosto), questo è ben noto. Tuttavia, nella società di oggi e nell’industria medica, ciò che mangiamo, nella stragrande maggioranza dei casi, è ignorato come colpevole della malattia o come catalizzatore per la salute e la longevità.
Qui di seguito sono elencati 10 cibi che assomigliano ad alcune parti del nostro corpo:
  1. Pompelmo – SenoIl pompelmo, le arance e altri agrumi assomigliano alle ghiandole mammarie femminili e hanno lo straordinario “potere” di aiutano il movimento della linfa all’interno e all’esterno del seno. Secondo il Dott Moulavi, il pompelmo contiene delle sostanze chiamate limonoidi, in grado di inibire lo sviluppo del cancro nelle cellule del seno umano.
  2. Noce – CervelloLe noci hanno un’incredibile somiglianza con il cervello umano e sono state riconosciute come uno degli alimenti indispensabili per il nostro cervello. Le noci sono una buona fonte di omega-3 e hanno più antiossidanti, acido folico (vitamina B9) e vitamina E di qualsiasi altra frutta secca. Per l’assorbimento ottimale dei nutrienti, è importante immergere e/o risciacquare le noci per rimuovere i fitati e attivare gli enzimi.
  3. Carota – OcchioAffettando una carota potrai facilmente notare la straordinaria somiglianza che ha con l’occhio umano, ha addirittura le stesse linee di irradiamento che sembrano proprio come la pupilla e l’iride! Il Beta-carotene (che dà alle carote il loro vivace colore arancione) aiuta a mantenere la vista in buona salute, protegge contro la degenerazione maculare e lo sviluppo della cataratta.
  4. Sedano – Osso
    Un gambo di sedano assomiglia ad un osso e non è un caso che il sedano sia di straordinario aiuto al mantenimento della salute delle ossa stesse. Il sedano contiene silicio, che è parte di ciò che dà forza alle ossa. Ecco un fatto sorprendente: le ossa sono composte per il 23% di sodio e il sedano contiene il 23% di sodio.
  5. Pomodoro – Cuore
    I pomodori assomigliano al cuore più di qualsiasi altra verdura o frutta, e sono ricchi di licopene, un potente antiossidante, conosciuto per essere un vero e proprio “alimento” per il cuore e il sangue. Il consumo di licopene ha dimostrato di contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiache. I pomodori sono anche una grande fonte di vitamina C che è cruciale per la salute del cuore!
  6. Fungo – Orecchio
    Un fungo affettato ha la forma e la somiglianza ad un orecchio umano, e i funghi sono appunto conosciuti per essere molto validi per la salute dell’orecchio. Sono ricchi di vitamina D, essenziale per prevenire la perdita dell’udito.
  7. Avocado – UteroL’avocado, straordinario frutto esotico, ha la stessa forma dell’utero, è indicato come bilanciamento ormonale e per prevenire il cancro della cervice uterina (o collo dell’utero). Sapete un’altra cosa? Così come ci vogliono esattamente 9 mesi affinché un bambino sviluppi completamente nel grembo materno, ci vogliono esattamente 9 mesi affinché un avocado si trasformi e cresca da fiore a frutto maturo!
  8. Zenzero – StomacoLo zenzero assomiglia molto allo stomaco e aiuta la digestione. E’ stato usato per secoli come rimedio naturale per la salute dello stomaco. Il gingerolo, l’ingrediente che dà allo zenzero il suo profumo e il suo sapore forte, è elencato nel database USDA delle sostanze fitochimiche che hanno la capacità di prevenire la nausea e il vomito.
  9. Uva – PolmoniL’uva, soprattutto la famiglia dell’uva Concordia, assomiglia agli alveoli polmonari. Gli alveoli dei polmoni permettono il passaggio dell’ossigeno dai polmoni al sangue. Una dieta ricca di uva fresca ha dimostrato essere di grande aiuto nel ridurre il rischio di cancro ai polmoni. I semi dell’uva contengono anche una sostanza chiamata proanthocyanidin, una classe di polifenoli, in grado di ridurre la gravità dei sintomi allergici dell’asma.
  10. Patata dolce – Pancreas
    La patata dolce ha una sorprendente somiglianza con il pancreas, ed è in grado di aiutare il pancreas a fare il suo lavoro, contribuendo a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue. Le patate dolci hanno naturalmente un alto contenuto di vitamina B6, è gli studi hanno dimostrato che inibisce la crescita del cancro pancreatico.
Se ti interessa approfondire l’argomento o ne vuoi sapere di più, puoi leggere e studiare  la “Dottrina delle Firme” o la “Teoria delle Segnature”. E’ lo studio della relazione tra erbe, frutta e verdura, e come essi interagiscono e sono strettamente collegati agli organi interni e alle parti del nostro corpo!
SCOPRIAMO IL QUARTO CHAKRA: ANAHATA
“Io amo”: Anahata è il quarto chakra, il centro dell’amore incondizionato e dell’armonia degli opposti. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di patologie cardiache e polmonari, asma, pressione alta e insonnia.
Anahata: colore e forma del chakra
I colori associati al quarto chakra, ovvero Anahata, sono il rosa e il verde. Il chakra è situato nella zona dello sterno, davanti, e tra le scapole, dietro.
Gli organi corrispondenti sono: il cuore e il sistema circolatorio, i polmoni, il timo, gli arti superiori e le mani.
Il senso corrispondente è il tatto.
Anahata: significato del chakra
Anahata in sanscrito significa “non colpito”.
Le sue funzioni principali sono l’amore, la compassione, la pazienza e l’umiltà. La parola chiave associata è IO AMO.
Anahata è in relazione all’elemento aria e racchiude la trasformazione e la guarigione di sé e degli altri. È associato alla nostra capacità di sentire l’amore puro e incondizionato, di entrare in sintonia a livello empatico con tutto ciò che esiste e di coglierne la bellezza e la perfezione, nonché di sapersi prendere cura di se stessi e degli altri.
Anahata ci chiede consapevolezza ed equilibrio nella percezione delle relazioni e nel rapporto con l’ambiente. Scopriamo che alla base dell’amore incondizionato c’è l’accettazione di noi stessi, così come siamo, e degli altri, senza volerli cambiare. Il cambiamento può avvenire soltanto in noi stessi, quando avremo riconosciuto tutti i nostri aspetti, liberato il cuore dalle sue cicatrici, dai traumi affettivi emozionalmente repressi, e intrapreso un percorso di guarigione e di crescita personale.
Attraverso il quarto chakra entrano in collegamento i tre chakra inferiori (legati alla terra) con i tre superiori (legati al cielo), il corpo con la mente, la realizzazione materiale con quella spirituale: Anahata è l’armonia degli opposti, l’asse centrale del Cosmo.

Anahata: disequilibrio del chakra
Il funzionamento disarmonico di Anahata può portare a patologie cardiache e polmonari, infarto, pressione alta, insonnia, asma.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, sul piano fisico si potranno avere senso di costrizione a livello del torace, difficoltà di respirazione, aritmie, tachicardia e palpitazioni, peraltro senza riscontro negli esami clinici. Dal punto di vista psicologico, l’investimento emotivo è talmente esagerato da provocare ansia: il desiderio di dare è intenso, ma non è mai completamente disinteressato. Si tende ad amare gli altri in funzione dei riconoscimenti e della gratitudine che si possono ottenere in cambio, a incolparli delle proprie sofferenze nel momento in cui le proprie aspettative non si realizzano, ad esprimere sentimenti d’odio, rancore e gelosia.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, a livello fisico si evidenzierà un cattivo funzionamento del diaframma, insieme a problemi respiratori e cardiaci, mentre dal punto di vista psicologico si tenderà a essere dispiaciuti per se stessi, paranoici, indecisi, avere paura di lasciarsi andare o di farsi male, ci si sentirà indegni di amore e pieni di dubbi sulle proprie capacità.
Il primo sintomo di una carenza di Anahata è quello di abbattersi senza motivo, il secondo è il rifiuto di farsi toccare, di ricevere manifestazioni d’affetto. Chiuso, all’apparenza freddo, indifferente, ma in fondo estremamente vulnerabile, l’individuo appare sempre sulla difensiva: vorrebbe dare amore, ma il terrore di essere respinto lo blocca, facendolo sentire ancora più inadeguato.
L’aria è il movimento, l’invisibile, e rappresenta l’essenza stessa della vita: si respira bene quando si ha il coraggio di accogliere l’energia e di affrontare il rischio di esplodere, di gridare e di ribellarsi alle limitazioni delle condizioni in cui si vive. Il funzionamento corretto dei polmoni presuppone l’umiltà di offrire se stessi al mondo e la fiducia di lasciar andare, lasciare uscire il respiro senza la paura del vuoto, della morte, della privazione, della solitudine e dell’abbandono.
Anahata: come riequilibrare il chakra
Per riequilibrare il quarto chakra, la soluzione più semplice consiste nell'effettuare una meditazione sdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a est, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda nella zona dello sterno. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.
Le pietre correlate al quarto chakra sono: agata verde e rosa o muschiata, amazzonite, avventurina, calcedonio ramato e rosa, calcite verde e rosa, crisocolla, crisoprasio.
E ancora: dioptasio, giada, malachite, moldavite, olivina, quarzo rosa, rodocrosite, rodonite, smeraldo.
Sei curioso di scoprire le proprietà e i benefici delle pietre?
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il quarto chakra.
Gli oli essenziali correlati al quarto chakra sono:
  • olio essenziale di cipresso,
  • olio essenziale di legno di rosa,
  • olio essenziale di melissa,
  • olio essenziale di neroli,
  • olio essenziale di verbena,
  • olio essenziale di pino,
  • olio essenziale di rosa damascena.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

SCOPRIAMO IL QUINTO CHAKRA: VISHUDDA
“Io comunico”: Vishudda è il quinto chakra, il centro della comunicazione e dell’espressione creativa. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di affezioni alle vie respiratorie, disturbi alla tiroide, rigidità cervicale, difficoltà di espressione verbale, autoritarismo e timidezza.

Vishudda: colore e forma del chakra
Il colore associato a Vishudda è l'azzurro. Il quinto chakra è situato nella zona della gola, all'incrocio delle ossa della clavicola, con il vertice nella terza vertebra cervicale (C3).
Gli organi corrispondenti sono: la trachea, la gola, le corde vocali, il naso, le orecchie, le ghiandole endocrine della tiroide e delle partiroidi.
Il senso corrispondente è l'udito.
Significato del chakra
Vishudda in sanscrito significa "puro".
Le sue funzioni principali sono la comunicazione, l'espressione creativa, la diplomazia e la sincerità.
La parola chiave associata è IO COMUNICO.
Vishudda è in relazione all'elemento etere e all'energia del suono e racchiude la capacità di ascoltare se stessi e gli altri, di esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni attraverso la voce e tutti gli altri tipi di linguaggio. Il linguaggio è associato all'azione di vivere il proprio lato creativo, permette di creare strutture nuove e di metterle in relazione tra di loro in modo da organizzare il flusso della coscienza. Il quinto chakra ci porta a trascendere i nostri limiti e a dare vita a nuove possibilità e nuove opportunità, a diventare i creatori della nostra realtà, gli attori principali della nostra rivoluzione personale.
Con l'energia di Vishudda siamo in grado di sentire e di riconoscere il ritmo perfetto che ci connette con l'Universo e con noi stessi. Comunicare significa partecipare alla collettività, entrare in contatto con gli altri usando la vibrazione del cuore del quarto chakra. Elaborando il nostro amore per la vita e usando il vuoto, lo spazio etereo che è anche assenza del giudizio, riusciamo a esprimerci in modo tale da essere compresi, a stabilire relazioni e a unire attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni.
Vishudda ci chiede consapevolezza e responsabilità nei riguardi delle nostre necessità e dei nostri ritmi interiori, di padroneggiare noi stessi e sviluppare allo stesso tempo elasticità mentale, di uscire dal nostro ego ed entrare nella dimensione della coscienza e dell'espansione verso gli altri. Il quinto chakra quando è in equilibrio dona una voce dolce, un atteggiamento diplomatico e tatto nell'avvicinarsi alle persone con considerazione e generosità: tutto ciò che dice va dritto al cuore e l'individuo acquista carisma e magnetismo.
Disequilibrio del chakra Vishudda
Il funzionamento disarmonico di Vishudda può portare ad affezioni alle vie respiratorie (raffreddore, sinusite, tracheite, laringite, faringite), otiti  disturbi alla tiroide, problemi all'udito, rigidità cervicale.
Se c'è un funzionamento eccessivo di questo chakra, a livello fisico si possono generare difficoltà ad ingoiare, mal di gola, ipertiroidismo, afonia ricorrente, infezioni alle orecchie, mancanza di equilibrio, vertigini, dolore alle mascelle e tensione al collo e alle spalle.
Invece sul piano psicologico l'individuo manifesta prolissità, incapacità di sintesi e di ascolto del prossimo, estrema velocità di parola, impulsività, impazienza e iperattività: lo caratterizzano rabbia, orgoglio e senso di superiorità, dogmatismo, autoritarismo e fanatismo.
Se invece c'è un funzionamento insufficiente, si possono riscontrare sul piano fisico ipotiroidismo, stress, infezioni croniche alla gola.
Invece su quello psicologico l'individuo non riuscirà a riflettere sulle proprie emozioni, avrà paura di parlare, difficoltà a esprimersi e a tirare fuori la voce, manifesterà timidezza e sentirà di non avere il diritto di dire e di ascoltare la verità, negando il diritto di esistere alla propria interiorità. La tendenza è a sfuggire il contatto sociale, a chiudersi nel mondo mentale, a non fidarsi di nessuno e a essere a sua volta bugiardo con se stesso e con gli altri. Non avendo abbastanza autostima per credere alle proprie intuizioni, lo caratterizzano indifferenza, pigrizia, introversione e opposizione al cambiamento.
Come riequilibrare il chakra
Per riequilibrare il quinto chakra, la soluzione più semplice consiste nell'effettuare una meditazione seduti con la schiena dritta, a occhi chiusi, tenendo i cristalli a contatto della pelle nella zona della gola.
Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l'effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l'acqua fredda dopo l'uso.
Le pietre correlate al quinto chakra sono: acquamarina, agata blu, amazzonite, azzurrite, calcedonio blu, calcite blu, celestina, crisocolla, lapislazzuli, opale, sodalite, turchese, zaffiro.
Sei curioso di scoprire anche le proprietà e i benefici delle pietre?
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario (alla base del cranio e al centro dell'incavo del collo) con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il quinto chakra.
Gli oli essenziali correlati al quinto chakra sono:
  • olio essenziale di alloro,
  • olio essenziale di camomilla,
  • olio essenziale di eucalipto,
  • olio essenziale di lavanda.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan.
Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 esercizi tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra
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SCOPRIAMO IL SESTO CHAKRA: AJNA
"Io vedo": Ajna è il sesto chakra, il centro dell’intuizione e dell’immaginazione creativa. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di mal di testa, problemi alla vista e neurologici, insonnia, autoesaltazione, materialismo e disturbi psicoemotivi

Colore e forma del chakra Ajna
I colori associati ad Ajna sono l'indaco e il viola. Il sesto chakra è situato nella zona tra le sopracciglia, nella parte anteriore della testa, e dietro la fronte, in quella parte posteriore.
Gli organi corrispondenti sono: gli occhi, la ghiandola pituitaria o ipofisi, il sistema ormonale e il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale).
Il senso corrispondente è il sesto senso.
Significato del chakra
Ajna in sanscrito significa “percepire”.
Le funzioni principali del sesto chakra sono la visione, l'intuizione, l'immaginazione creativa e la chiarezza.
La parola chiave associata è IO VEDO.
Ajna è in relazione allo spirito e all'energia della luce e racchiude la capacità di superare il proprio egoe di sintonizzarsi con il proprio Sé superiore. Il sesto chakra esercita il controllo della coscienza ed è il centro di elaborazione delle percezioni sensoriali in immagini mentali coerenti e di comprensione delle energie sottili che collegano l’eterico con il fisico.
Ajna è la sede del terzo occhio, che nasce dalla fusione delle due visioni separate degli occhi fisici e può vedere oltre il velo della forma e dell'apparenza: permette di “guardare senza guardare”, di allargare i nostri orizzonti, di sviluppare la concentrazione e l’intuizione, di creare e proiettare immagini armoniche grazie a una visione armonica interiore.
Con l’energia di Ajna siamo più consapevoli di noi stessi, vediamo la realtà con chiarezza per quello che è, senza il condizionamento della proiezione dei nostri desideri e dei nostri bisogni, di percepire che tutto è qui e ora, come dovrebbe essere, perfetto in questo istante. Vedere con occhi chiari significa vedere oltre i contenuti della coscienza, oltre il magazzino karmico di pensieri, parole e azioni rielaborate dalla mente in idee, giudizi e opinioni personali.
Quando l'osservatore non si confonde più con l'oggetto osservato, allora è in grado di cambiare il modo di osservazione e l'oggetto stesso e, se agisce in armonia con il quarto chakra, quello del cuore, di liberare la sua energia creatrice e guaritrice. Se il sesto chakra è equilibrato e aperto, la mente è attiva, si è padroni di se stessi, si superano gli attaccamenti materiali e la paura della morte, si purificano i sei sensi e si ampliano le percezioni extrasensoriali.

Disequilibrio del chakra
Il funzionamento disarmonico di Ajna può portare a mal di testa, problemi alla vista e neurologici, stanchezza, insonnia, disagi e disturbi psicoemotivi.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, a livello fisico la conseguenza più frequente è la “pesantezza di testa”.
Invece sul piano psicologico l'individuo manifesta un'accentuazione delle facoltà intellettuali rispetto a tutti gli altri piani dell'esistenza, impazienza, egoismo, autoesaltazione, ambizione di potere e mancanza di responsabilità. L'analisi è obiettiva e penetrante, ma domina l'arroganza e il disprezzo degli altri, oppure il lavoro mentale è talmente esasperato che esilia dal mondo e provoca ipersensibilità, difficoltà a relazionarsi con gli altri, disattenzione, confusione tra realtà e immaginazione, allucinazioni, incubi.
Se invece c'è un funzionamento insufficiente, si possono riscontrare sul piano fisico problemi alla vista, ipoattività (depressione, apatia, sfiducia, stanchezza cronica) o iperattività mentale (nervosismo, insonnia, scarsa percezione delle sensazioni del corpo e delle emozioni del cuore).
Invece su quello psicologico l'individuo manifesta scarsa memoria, eccessive preoccupazioni e paure, rigidità, materialismo, sensazione di inutilità: è il caso degli scienziati attaccati ai loro principi e a tutto ciò che è direttamente percepibile con i sensi fisici, misurabile e controllabile.
Anche chi ha trovato ostacoli nell'espressione della propria sensibilità (ad esempio a causa di un'educazione rigida) arriverà a non sentire più nulla, ad avere difficoltà a sognare e a percepire un futuro per sé, soprattutto a essere convinto di non avere il diritto di vedere la verità, con il conseguente rifiuto di tutto ciò che è immateriale o spirituale, mentre tenderà a vivere in illusioni e in mondi fittizi dove poter stare bene.
Come riequilibrare Ajna
Per riequilibrare il sesto chakra, la soluzione più semplice consiste nell'effettuare una meditazionesdraiati a terra e a occhi chiusi, braccia e gamba allargati a stella, appoggiando direttamente i cristalli sul terzo occhio. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l'effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l'acqua fredda dopo l'uso.
Le pietre correlate al sesto chakra sono: ametista, fluorite, labradorite, lapislazzuli, moldavite, opale, sodalite, zaffiro, zircone.
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicatissimo e circolare in senso orario (al centro della fronte) con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il sesto chakra.
Gli oli essenziali correlati al sesto chakra sono:
  • olio essenziale di angelica,
  • olio essenziale di anice,
  • olio essenziale di elicriso,
  • olio essenziale di salvia.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan.
Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

Settimo Chakra – Sahasrara
È il chakra della corona, posizionato al centro della sommità della testa, in corrispondenza della corteccia cerebrale. Esso rappresenta il settimo livello del sistema dei chakra e si riferisce a ciò che viene definito il settimo cielo: è il livello della massima consapevolezza e della più elevata perfezione umana. E’ infatti la sede della frequenza più alta della vibrazione dell’energia degli esseri umani, che gli artisti raffigurano come un’aureola intorno al capo.
Sahasrara significa “moltiplicato per mille”. Aprire e integrare il chakra della corona significa allargare i confini della mente affinchè possa accogliere porzioni sempre più ampie del campo universale della coscienza. Al settimo chakra corrisponde l’epifisi, la ghiandola pineale regolatrice dei bioritmi. L’organo collegato è il cervello e il sistema nervoso centrale.
E’ il loto dai mille petali bianchi, somma di tutti i colori dell’arcobaleno. La nota musicale corrispondente è il “SI”, mentre non vi è mantra che possa vibrare a tale frequenza. Questo centro energetico significa essere completamente collegati a livello spirituale con l’universo, in grado di trasmutare.

I chakra sono dischi entro cui fluisce l'energia
all'interno del corpo. Esistono sette chakra maestri dislocati lungo l'asse verticale del corpo: Muladhara, Svadhistana, Manipura, Anahata, Vishuddi, Ajna Chakra, Sahasrara Chakra. A ognuno è associato una caratteristica e un colore. In ogni singolo chakra il campo energetico può essere in equilibrio, disequilibrio oppure ostacolato. È allora necessario attivare o pulire i chakra, a seconda della personale situazione energetica. È possibile farlo con esercizi di visualizzazione, mediante l'aromaterapia, con il massaggio plantare o la meditazione.


 
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